Una volta leggevamo pornografia, oggi siamo passati ad arredomania

38° giorno post-Ikea.

Mentre l’Italia, improvvisamente tutta infreddolita, ancora si chiede Che fine ha fatto la mezza stagione?, un altro inquietante interrogativo sconvolge inesorabilmente da nord a sud, l’intero pianeta, ovvero: “Che mondo sarebbe senza il catalogo Ikea?”. Un ritratto in prospettiva 3D di quello che, invece, potrebbero diventare la Terra e i suoi abitanti per colpa di un abuso di questo Postalmarket delle arredo-tentazioni ce la offre proprio un signor film come Fight Club…come sempre, per riderci e per pensarci…buona visione!

PS: eccovi un’ultima perla su cui meditare estratta dalla stessa pellicola “La pubblicità ci mette nell’invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per comprare idiozie che non ci servono affatto”

2 comments

  1. Carlo ha detto:

    Osservazione interessante. Io faccio il designer di professione e credo che l’ipertrofia tele-blob-mediatica sia una reale droga per chi la subisce. In realtà il meccanismo è un po’ più complesso ed autoreferenziale: il marketing (e qui è la trappola) realizza e rende materiali, tangibili, i desideri latenti generati dalle aspirazioni personali, dal “way of life”, dalle relazioni sociali che viviamo, eccetera eccetera…Una sorta di incesto di cui rimaniamo prigionieri e la cui unica via d’uscita è la visione critica di ciò che ci passa davanti agli occhi. Una questione di cultura intesa come capacità di intelligere ovvero del sapere intendere…

  2. […] un po qui! Mica scema! Ha imparato a giocare a calcio e si è fatta una strada…solo che [non essendo ovviamente un’amante di certi cataloghi..] continua a sentirsi tanto sola…pardon!…solO!!!…al punto che… [Per […]

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