Home-made Olympics | Nel 2008 i Giochi fatti in casa

546° giorno post-Ikea.

Già in archivio questa fantastica trasferta azzurra, da martedì mi sto un po’ deprimendo QUI. Nemmeno il tempo di tornare a casa e, dopo 5 misere ore nel mio lettuccio, eccomi di nuovo lontano 1000 chilometri. Purtroppo era l’unico posto dove, una settimana fa, è stato possibile prenotare [tramite Booking] un albergo last-minute dall’Italia per venire ad assistere a questo evento. Fa un freddo cane e [dolci a parte] non sopporto la cucina francese, ragion per cui non riesco a trovare sollievo nemmeno a tavola. Spero che nessuno abbia il coraggio di invitarmi a cena al mio rientro, perchè il prezzo della mia fame potrebbe costargli davvero molto caro…

Facezie a parte, il mondo in questi giorni è spaccato in due. Al centro della questione le Olimpiadi di Pechino. Andarci o boicottarle? Questo è il problema…Personalmente, per quel poco che ormai conosco dello sport, i Cinque Cerchi sono senz’altro l’ambizione più alta per chi lo vive ad alto livello e, dunque, in maniera puramente agonistica. E mi riferisco soprattutto a quelli che praticano discipline che hanno il loro momento massimo di visibilità e spesso pure di gratificazione proprio in occasione dell’appuntamento olimpico. Sono atleti che lavorano interi anni per questo traguardo, sacrificando se stessi e una parte non piccola della loro vita. Ma vero è anche che l’eccidio messo in atto dalla Cina in Tibet è qualcosa di incommensurabile, di fronte a cui non si può restare senza far nulla. Speriamo bene…per tutti.

Mi permetto di sdrammatizare un po’ con questa soluzione ai limiti del trash, ideata da qualche eccentrico francese, forse specialista di prove multiple, che ha pensato bene di prevenire la questione inventandosi le sue Olimpiadi fatte in casa. Guardate un po’ qui…simpatico, ma per favore DON’T IMITATE, PLEASE!

Via | VIDEOEMME

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Coppa Europa: l’Italia si lancia!!!

545° giorno post-Ikea.

Purtroppo non sono stati in molti a parlarne come magari meriterebbe una notizia del genere. Comunque e per fortuna , l’Italia che vince non è solo quella del calcio o di altri bellissimi sport. Indossano, infatti, una maglia azzurra anche le lanciatrici della Nazionale Italiana di Atletica Leggera che sabato 15 e domenica 16 marzo a Spalato in Croazia hanno conquistato uno storico risultato, vincendo per la prima volta la Coppa Europa Invernale di Lanci. Un week-end tutto a base di getto del peso, giavellotto, disco e martello che ha visto le nostre campionesse schierate dal responsabile nazionale del settore lanci Domenico Di Molfetta, sfidare impavidamente alcune delle migliori specialiste del Vecchio Continente. Per la cronaca, magari leggetevi quello che il sottoscritto ha avuto l’onore di poter scrivere QUI, QUI, QUI, QUI e QUI! Per il resto, faccio solo un grosso in bocca al lupo a Ester Balassini, Zahra Bani, Laura Bordignon, Cristiana Checchi, Claudia Coslovich, Assunta Legnante, Chiara Rosa e Silvia Salis. Stesso discorso per Marco Lingua [vincitore nel martello maschile con un 77,87 da record personale], per il mitico capitano Nicola Vizzoni e per il discobolo più heavy d’Italia, Hannes Kirchler. Un saluto speciale, inoltre, a tutti coloro [Mario, Alessandro, Marilù, Enzo, Bric, Silvano e Riccardo] insieme ai quali ho potuto vivere questa bella avventura sportiva! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!

Per vedere l’album delle foto e poterle scaricare anche in alta risoluzione CLICCA QUI.

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Andrew Howe fa il Bueno con la Kinder

514° giorno post-Ikea.

Adesso è tutto chiaro. Altro che bontà a cuor leggero…al nostro Campione quelli della Ferrero per questo spot gli devono aver regalato quintali di Kinder Bueno…ecco perchè poi non salta più come una volta ed ottiene certi improbabili risultati…forza Andrew! Quest’anno l’appuntamento che conta è uno solo.

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Antonietta Di Martino: ad Osaka, argento mondiale con un salto alto 2,03 m!

338° giorno post-Ikea.

Antonietta Di Martino Osaka 2007 salto in altoChissà che effetto fa poter guardare ormai parecchia gente dall’alto verso il basso? E, soprattutto, vedersi un’altra volta a 2,03 m oltre quell’asticella. Di nuovo come il 24 giugno in Coppa Europa a Milano, quando sei salita sopra tutte e sopra quel record italiano [2,02] che era già tutto tuo. E’ vero, i Mondiali di Osaka oggi dicono che a fianco hai la russa Anna Chicherova, ma che sul podio più su di te c’è solo una gigante croata di 1,93 m chiamata Blanka Vlasic che, dopo i suoi 2,05 m d’oro, si è potuta anche permettere il lusso di sfidare i 2,10 m del record del mondo. Tra te e lei, però, alla fine resteranno appena 2 centimetri. E pensare che quando siete in piedi le arrivi a malapena su una spalla. Ma oggi, forse, non devi metterti troppo sulle punte per sentirti alla sua altezza. E così: tu sei alta 1,69 m e 24 centimetri di differenza non sono esattamente un “foglio di carta”. Specie se per vincere nello sport sei dovuta andare contro la montagna dei soliti pregiudizi e contro una legge di gravità che, però, con te proprio non funziona. Anzi - tornando a quel “foglio di carta” - è come se tu conoscessi il segreto di trasformarti in un aeroplanino che vola leggero e veloce al di là anche dei muri più insormontabili. Antonietta questa è una favola, ma non è un sogno! E’ qualcosa di assolutamente vero ed importante. Anche se le cose importanti non sono cose, ma a volte, diventa difficile pure dar loro un nome. Ci sono lacrime amarissime che hai pianto per colpa di quella sfortuna che per troppo tempo non ti ha voluto lasciare in pace; oggi, se vuoi, piangine ancora, ma che abbiano un altro sapore e il colore di un argento sfavillante come quello che hai ora al collo e con cui - chi se lo dimentica - sei già tornata dagli Europei Indoor di Birmingham. Al traguardo delle Olimpiadi di Pechino magari, potrai iniziare a pensarci da domani. Adesso viviti quest’attimo. Dall’alto di quei due metri e zero tre…

Ed ecco il video del salto d’argento di Antonietta di Martino ai Mondiali di Osaka

LEGGI ANCHE: Andrew Howe: record italiano ai Mondiali di Osaka con un salto d’argento che vale oro!


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John Mark Nalocca, un italiano senza ostacoli…

290° giorno post-Ikea.

Mark Nalocca Campione Italiano [110 hs]Esistono le vite per caso e i casi della vita. C’è chi ce la mette tutta e non ottiene nulla e chi non ci mette niente e gli viene regalato tutto. Ci sono le regole e le eccezioni. Così non è giusto, però! Si può essere dei campioni sugli ostacoli e, poi, andare ad incocciare contro un ostacolo che è una montagna di scartoffie chiamata “burocrazia”? Questa è la storia di John Mark Nalocca, 20 anni, nato in Uganda, ma da tanti anni, ormai vive in Italia, nelle Marche, a Centobuchi, una cittadina della provincia di Ascoli Piceno. Mark, che gareggia per la Collection Atletica Sambenedettese, è un ostacolista puro, a suo agio sia sulle barriere alte dei 110 hs che su quelle basse dei 400 hs. E’ una delle giovani promesse dell’atletica leggera del nostro Paese, ma purtroppo la Nazionale Italiana Juniores non potrà contare sul suo talento ai prossimi Campionati Europei under 21 che inizieranno in Olanda ad Hengelo giovedì 19 luglio. La colpa [se così si può definire] è tutta di una norma della Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) in base a cui un atleta che abbia acquisito una nuova nazionalità, non potrà rappresentare la sua nuova Nazione in una competizione internazionale prima che siano passati 3 anni dall’acquisizione della nuova cittadinanza. Mark, che 2 anni fa aveva preso parte ai Mondiali Allievi (under 18) con la maglia della sua terra natale, è diventato ufficialmente cittadino italiano soltanto l’anno scorso e quest’anno ha subito festeggiato laMark Nalocca in azione [110 hs] sua italianità con il titolo tricolore e il record italiano juniores [14.03] dei 110 hs. Era il ragazzo più felice del mondo. Il suo orgoglio e la sua gioia gli esplodevano dentro e gli si leggevano in faccia. Oggi di sicuro il suo sguardo non è lo stesso di quel giorno in cui era davvero l’italiano più italiano di tutti. Oggi nei suoi occhi affondano i colori della rabbia e di una comprensibile delusione. C’è da dire che la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) ha fatto e sta facendo l’impossibile per trovare una soluzione, confidando in una deroga che è pur prevista dal regolamento internazionale, in cui questa norma [apparentemente così ingiusta] segue la logica di arginare il vergognoso fenomeno dei continui cambi di nazionalità di certi atleti stranieri, ingaggiati, di volta in volta, come mercenari al fronte da questo o da quel Paese. Non è, però, questo il caso di Mark. E’ vero per lui ci saranno di sicuro altre occasioni, ma è un vero peccato che il suo sogno non possa diventare azzurro fin d’ora. Mancano meno di 48 ore. Praticamente un attimo, in cui, però, qualcuno è ancora in tempo per fare qualcosa: la cosa giusta.

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Di Martino e Rosa: azzurre record per volare in alto!

271° giorno post-Ikea.

Coppa Europa First League (Milano) - La nazionale italianaChe giornata domenica 24 giugno, ragazzi! E, alla mitica Arena Civica di Milano, per godersi lo spettacolo non serviva essere esperti di atletica leggera. Bastava semplicemente essere italiani per provare quell’emozione senza paragoni di sentirsene [almeno stavolta] assolutamente fieri! Verde, bianco, rosso e azzurro. Come la bandiera che i nostri campioni, in quel torrido week-end che è già storia, hanno sventolato senza tregua e abbracciato, stringendola forte a sè, addosso alla loro maglia azzurra zuppa di sudore e di orgoglio. L’Italia, dopo un paio di stagioni in “purgatorio”, è finalmente di nuovo nella massima serie della Super League continentale. E questo è quello che più conta.

di-martino-record-203-salto-in-alto-milano-coppa-europa.jpgSì, l’atletica leggera, forse, è fondamentalmente uno sport individuale. Ma la Nazionale che si è vista in Coppa Europa gioca in squadra. E vince. Senza più scuse, senza più “ma”. Ed è fatta di personaggi, ma soprattutto di persone. Non solo come il fenomenale Campione Europeo di salto in lungo, Andrew Howe. Insieme a lui c’è una ragazza di Cava de’ Tirreni, alta appena 1,69 m, ma che non soffre certo di vertigini quando vola in alto. A 2,03 m, un centimetro sopra quel suo record italiano dell’8 giugno 2007 a Torino, che, magari, a qualcuno era già sembrato un’impresa irripetibile. Invece, Antonietta Di Martino c’è ancora e salta sempre più su. Ha proprio ragione la voce di 1000 splendide telecronache dell’atletica italiana Franco Bragagna: “Adesso chi la ferma più!!!”

chiara-rosa-1915-record-peso-coppa-europa-milano.jpgUn’esplosione. Non ci sono altre parole per descrivere il lunghissimo lancio di Chiara Rosa e [soprattutto] tutto quello che è successo dopo! Gira, gira, gira e, poi, VIA!!! Sì, quasi non atterrava più quella palla di ferro di 4 Kg. Ma, poi, la misura è di quelle ce non si dimenticano, anche perchè vanno scritte in grassetto in cima alla pagina dei guinnes del grande libro dei dell’atletica “made in Italy”. 19 metri e 15 centimetri: nuovo primato italiano assoluto femminile di getto del peso. Undici centimetri più in là del 19,04 m di un’altra grandissima di questa specialità, la Campionessa Europea Indoor di Birmingham 2007, Assunta Legnante. E se non è questa felicità…

E che dire di Andrea Bettinelli, a 2,30 m nell’alto, della vittoria della martellista Clarissa Claretti e della generosissima Daniela Reina che, tra 200 m, 400 m e staffetta 4×400, è scesa in pista addirittura tre volte?!?! Senza dimenticare nemmeno Elena Romagnolo. Anche la sua corsa sui 3000 siepi, le è valsa, infatti, un altro record tricolore, 9:41.11 [il precedente limite era già suo con 9:52.38], e il minimo di partecipazione per l’appuntamento dell’anno: i Mondiali di Osaka. Evento che per tutti gli azzurri sarà una tappa obbligata prima delle Olimpiadi di Pechino 2008 e in cui dovranno saper dimostrare il carattere e la grinta che possiedono soltanto coloro hanno il coraggio di crederci. Fino in fondo.

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AncoNews al Palaindoor!

262° giorno post-Ikea.

Se ancora non li conoscete, vi raccomando vivamente di andare a fare un giro sul loro canale di YouTube. Sono due studenti universitari e i loro nomi sono Andrea Civitarese [l'anchor-man] e Luciano Izzo [l'inviato d'assalto] e, come spesso accade, hanno iniziato la loro avventura sul web, un po’ per scherzo e un po’ per gioco. Tutto merito del loro spassosissimo rotocalco on line interamente dedicato a fatti e misfatti del capoluogo delle Marche che [non a caso] s’intitola AncoNews. Davvero un bell’esempio [Palaindoor di atletica leggera di Ancona, il sottoscritto e l’amico Gabbo hanno fatto le guest-star della situazione…solo che [visti i risultati] forse è meglio che, in fatto di atletica, io mi limiti a scriverne soltanto, piuttosto che fare queste barbine figure in pista…e voi che ne dite?

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Andrew Howe fa lo spot tv per Nike+

257° giorno post-Ikea.

Andrew Howe Birmingham 2007E’ sempre lui. Lui che era già un grande quando solo la sua carta d’indentità lo faceva sembrare “piccolo”. Salta che ti salta, vinci che ti vinci, alla fine era ora che anche il nostro super Andrew Howe facesse un bel balzo nello scintillante mondo dell’advertising internazionale. E pensare che, proprio in fatto di scarpe, a chi lo intervistava dopo il suo titolo europeo di Birmingham 2007, aveva raccontato quest’incredibile retroscena:

“In qualificazione ho saltato con le scarpe di Goteborg. Ma si sono rotte, la zip è andata, e non ne avevo un paio di ricambio. Allora sono andato in giro per Birmingham per trovarle. Mi hanno portato fino ad un grande magazzino a più di mezz’ora di macchina fuori città. Del mio numero, c’era solo l’ultimo paio…”

Poi, però, lo sappiamo tutti come è andata a finire…comunque, se non avete la memoria lunga come i salti del nostro azzurro, rinfrescatevela pure dando un’occhiata QUI. Oggi è un altro giorno per lui che, già da qualche settimana, è in onda in tutta Europa come testimonial [insieme alla maratoneta Paula Radcliffe e alla ballerina Sofia Boutella] della nuova campagna Nike+, il sistema wireless grazie al quale le scarpe Nike possono dialogare con l’iPod nano di Apple

Insomma, sport [cioè atletica] e musica, ovvero le due grandi passioni del nostro Campione di salto in lungo che in questo spot video [realizzato da Wieden+Kennedy Amsterdam] ha come colonna sonora proprio una canzone del band hard-rock, i Craving, in cui lui suona la batteria…
    

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Antonietta Di Martino, un record e un sogno: 2,02 !

252° giorno post-Ikea.

Antonietta Di Martino record italiano salto in alto 2,02 Torino 200729 anni per fare 1 centimetro. Eppure è una grande impresa. E ad esserne la stella è una ragazza nata [guarda un po' che coincidenza], il 1° giugno del 1978. Esattamente due mesi prima che un’altra grande, il 4 agosto, volasse più in alto di tutte. Solo con le sue gambe. Sopra quell’asticella. Sopra-tutto con il suo cuore. Mai nessuna donna, prima di lei, nella storia dell’atletica leggera, si era spinta tanto in alto, a 2,01 m. Un record, sì. Italiano e del mondo. E una sola campionessa: Sara Simeoni.

Ma non dimentichiamoci di quella ragazza che oggi ha 29 anni ed è diventata grande. Anche lei. Arriva da Cava de’ Tirreni e, a prima vista, in pochi, forse, l’avrebbero mai fatta capace di tanto. Perchè se sei alta 1,69 m e hai avuto la sfortuna di combattere con 1000 infortuni, devi dimostrare molte più cose al resto del mondo. Anche se, dentro di te, sei stata sempre la prima a crederci. E non era un’illusione. Perchè, stasera, Antonietta Di Martino ce l’ha fatta. Ha scavalcato quel muro di 201 centimetri che aveva la sua stessa età e ci ha messo del suo. Due metri e zero due. Un centimetro, appena. Il nuovo primato italiano, appunto. Sara a Brescia e, poi, di nuovo a Praga, il 31 agosto dello stesso anno, vincendo l’oro agli Europei. Antonietta oggi, 8 giugno 2007, a Torino, all’8° Meeting Internazionale “Primo Nebiolo”, dopo i suoi 2 metri indoor [sempre da record tricolore] del 4 febbraio a Banska Bistrica, in Slovacchia. Dopo Antonietta Di Martino - record italiano 2,02 - Torino 2007l’argento agli Euroindoor 2007 di Birmingham. 33 centimetri sopra di lei che, da oggi, diventa ufficialmente l’italiana “più alta” di sempre. E senza stare sulle punte, ma con quella modestia che la rende terribilmente simpatica…

“Era un’occasione e ho provato a coglierla, credendoci fino in fondo. Ho avuto ragione, e non posso che ringraziare Dio per l’aiuto che mi ha dato. Ho saltato bene, mi sono piaciuta davvero: bella velocità, buono stacco, bene sull’asticella, insomma tutto davvero a posto. Sara Simeoni? Lei ha vinto tanto, io oggi posso solo dire di essere davanti a lei nelle misure, ma è ancora tanto avanti a me per ciò che ha saputo fare nelle grandi manifestazioni internazionali”.
Grazie SARA! Grande ANTONIETTA!

E questo è il video della spettacolare impresa di “Miss 2.02″ Antonietta Di Martino…

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Nazionale italiana campione del mondo: quella di ginnastica ritmica è meglio!

241° giorno post-Ikea.

Il sindaco di Ancona, la Nazionale e…IO!!! Tesoro, per favore non ti arrabbiare! Posso spiegarti tutto. Te lo giuro: questo week-end ero veramente al lavoro e non QUI. Che ci posso fare, però, se stavolta al Palaindoor di Ancona, invece che per l’atletica leggera [spero che magari un giorno qualcuno finalmente mi spieghi quale sia quella pesante...], ho dovuto fare lo speaker al Campionato Nazionale di ginnastica ritmica (serie C1 e C2). Confesso che, all’inizio, data la mia non sfavillante dimestichezza [per non chiamarla quasi completa ignoranza...] con il variegato mondo del corpo libero e di quegli attrezzi chiamati clavette, palla, nastro, cerchio e fune, non è che fossi tanto sicuro di poterne “tenere il ritmo”. Poi, invece, grazie Palaindoor di Ancona: Campionato Nazionale di ginnastica ritmica serie C1 e C2 [26-27 maggio 2007]alla mitica Paola Porfiri, super manager dell’Aurora Fano, e al suo simpaticissimo staff sono diventato subito un “esperto” ed ho così potuto dare libero sfogo alle corde vocali per annunciare i vari esercizi [più di 270!] e le ginnaste [200 adorabili e soprattutto "snodabili" bambine in arrivo da ogni angolo d'Italia] all’opera sulla pedana della C2. Una gran bella festa, resa ancor più spettacolare dalle fantastiche esibizioni delle splendide azzurre della Nazionale Assoluta [cioè quella Campione del Mondo nel 2005 e medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene del 2004!]…e guardate un po’ che cosa sono capaci di fare queste ragazze con tre cerchi e due clavette…

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