Slow motion: chi va piano…

192° giorno post-Ikea.

Vi siete mai chiesti a quanto va la vostra vita? Ormai è abbastanza difficile prendersela comoda per chi vuole stare al passo con i tempi…al volante è obbligatorio e doveroso avere certi limiti, ma poi per tutto il resto [o quasi…] la velocità, in nome del sommo primato della performance, deve essere sempre massima e costante. Spazio fratto tempo…risparmiare tempo per guadagnare denaro…tempo libero per sentirsi occupati comunque…presto che è tardi…e così, se vi sentite delle vere lepri e il vostro mito è Asafa Powell [100 m in 9.77], se il vostro stomaco ancora sopravvive al menu dei fast-food e non avete problemi in fatto di internet superveloce [altrimenti, ecco la soluzione giusta per voi!], fermatevi un attimo a pensare a che effetto vi farebbe rivedere per un attimo al rallenty le vostre imprese quotidiane…magari nel mirino di questa bizzarra supertelecamera made in Japan…per riderci e per pensarci…

E giusto per restare in tema, vi propongo questa pungente riflessione di Mauro Covacich, giornalista maratoneta de “L’Espresso” che chiudeva con queste parole un suo recente articolo intitolato “Erotismo ad alta velocità” scritto, non a caso, a 300 km all’ora a bordo dell’Etr 500 AV sulla tratta Roma-Napoli: “…verrà il giorno in cui la nostra velocità raggiungerà un punto critico oltrepassato il quale i gesti precederanno le intenzioni, e gli effetti le cause, e ogni cosa che staremo per fare l’avremo fatta, e noi tutti resteremo paralizzati nel centro limbico del tempo reale. Vorrò esserci quel giorno? 

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