Santa Claus Winter Games: il Babbo Natale 2006 è il giapponese Hiroshi Suzuki

56° giorno post-Ikea.

C’è nei sogni e nell’immaginario suggestionato di milioni di bambini di tutto il mondo l’icona di un vecchietto panciuto, vestito di rosso e con in testa un berrettino con un pon pon bianco come la sua barba e candido come la neve in mezzo a cui sfreccia con la slitta. 

E adesso che, grazie a Le Iene, gli Italiani hanno scoperto che, a Roma, bisogna avere le conoscenze giuste pure se si vuol fare il caldarrostaio, chissà in quanti avranno già pensato di buttarsi in un settore decisamente meno affollato come quello della distribuzione di strenne natalizie, finora apparentemente monopolizzato solo dal signor Babbo Natale

Anche se a giudicare dalla folta schiera di aspiranti che hanno partecipato alla quarta edizione dei Santa Claus Winter Games, anche diventare l’evergreen del 25 dicembre con la casella di posta e la fabbrica di giocattoli più grandi del mondo non sembra essere ormai più così facile!

Ovviamente l’idea di questa singolarissima competizione non poteva che trovare sfogo nella patria dell’Ikea, la Svezia, per la precisione la città di Gällivare che, dal 17 al 19 novembre scorsi, in piena Lapponia, è diventata la capitale di quelle che, a tutti gli effetti, possono essere definite le Olimpiadi Invernali di Santa Claus.

E tra i tanti pretendenti al trono e alla slitta dell’edizione 2006, in arrivo, tra l’altro, da Germania, Canada, Estonia, Polonia, Inghilterra e Australia, alla fine ad avere la meglio è stato (udite!udite!) niente meno che un giapponese: Hiroshi Suzuki. Per favore, risparmiamoci acrobatiche analisi su questa vicenda del tipo, “E’ la metafora del mercato del giocattolo del Terzo Millennio, con l’avanzata inarrestabile dell’impero orientale delle console Sony PS3 e Nintendo Wii, di fronte a cui poco può fare la sfilacciata resistenza del toys world old style”.

 Il signor Suzuki, infatti, il suo titolo di Babbo Natale dell’anno se l’è veramente sudato a suon di arrampicate sui comignoli (chimney-climbing), scorpacciate di porridge (porridge-eating), volate sullo slittino (kick-sledding) ed avvincenti gare di renne (reindeer-racing). Onore al merito anche al tedesco Michael von Dessien, allo svedese Peter Christianssen e al canadese Marc Girard.

Mi raccomando, quindi, quest’anno sotto il camino, vicino all’albero, non lasciate la solita tazza di latte e biscotti…decisamente meglio una bella porzione di sushi e un bicchiere di sake. E non dimenticate le bacchette! A Babbo Hiroshi Natale non piace il finger food… 

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