Pistole [non] giocattolo: emergenza baby-gang!

357° giorno post-Ikea.

Pistola Baby GangMani in alto! Fermo o sparo! Non c’è che dire. Queste sono parole che suonerebbero alla perfezione sulla scena di un poliziesco o di un western d’altri tempi. Ma qui non si tratta di roba da star lì a guardare con le mani dentro un sacchetto di popcorn. Sceriffi con la stelletta e detective patinati, infatti, stavolta non c’entrano. E i cattivi o i buoni [ammesso e non concesso che si voglia fare per forza questo scontatissimo tipo di distinguo da manuale di catechismo] hanno comunque una cosa in comune: girano entrambi con la pistola. Ed è sicuro che a loro non serve per dare il via a qualche corsa da record del mondo. Eppure è maledettamente sempre più facile premere quel grilletto. Per caso, per forza, per sbaglio. Ma rendersi conto che a farlo è stato qualcuno che ha a malapena l’età per giocare con una pistola ad acqua fa paura! Terribilmente paura.

Come certe notizie che non vorremo mai leggere e che si fa davvero fatica a chiamare semplicemente “giochi da ragazzi”. Perchè Rhys Jones, un bambino di 11 anni, di giochi non potrà più farne. Mai più. Perchè è stato ucciso da un suo coetaneo in un sobborgo di Liverpool. Jessie James, 15 anni, ha invece pagato caro il suo rifiuto di entrare in una banda locale a Londra. La sua giovane vita è stata freddata da un gruppo di ragazzi della sua età ai quali quel “NO col punto esclamativo” non era affatto piaciuto. La gang non perdona. E’ così: due vite, la stessa assurda sorte. Eppure la colpa non è del solito “mostro”, nè di un criminale qualsiasi o di una tragica fatalità, ma di ragazzini che hanno imparato il gioco più brutto dei grandi e, come spesso accade, lo sanno fare già peggio. Peccato che una pistola non sia esattamente come il joypad di una console e che lasci una scritta GAME OVER rossa come il sangue senza la possibilità di fare subito un’altra partita.

Che fare allora prima del prossimo furto, della prossima violenza o del prossimo omicidio commesso da uno degli abitanti più piccoli della Terra? Senza far finta che, quando sarà successo, la responsabilità sia solo di qualcun’altro, che certe cose accadano solo da qualche altra parte, convinti come siamo che tanto i nostri bambini, i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri fratelli non potranno mai esserne vittime o carnefici…poi, però, se capita, tutta colpa, come al solito, della scuola, dei media, della famiglia, del sistema…i soliti giri di parole per non dire nulla e, soprattutto, non ammettere che quello della criminalità minorile è un problema reale che rischia di bruciare il futuro a troppa gente. Una maleducazione che nasce, striscia e prende il nome di bullismo, per poi trasformarsi in autentica malavita. Ovunque. A Nord, al Centro e al Sud del nostro buon senso. La risposta? Il rimedio? Pene severe e punizioni esemplari o recupero sociale e percorsi di [mamma mia che brutta parola!] “rieducazione”? Per pensarci…

4 comments

  1. Sandra ha detto:

    Troppo triste questa storia, soprattutto con dei protagonisti così giovani 🙁

    La Colombia ti ritorna i saluti 😉 Sei sempre benvenuto nel mio space!

    Alla prossima 😀

  2. Sandra ha detto:

    Scusa, mi sono dimenticata di dirti… lo spot è veramente meraviglioso!

  3. Sandra ha detto:

    Ciao, come stai? Spero tutto vada bene.

    Ti lascio un saluto! 🙂

  4. pallyseven ha detto:

    Gli utenti sono in crisi d’astinenza da mancanza di post….

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