Siamo al paradosso! Io e il mio amico Gabbo lo stavamo appunto commentando così tutto l’ambaradan originato da questa bella idea di Visco che, secondo me, ora starà pensando: “Ma perchè quel maledetto giorno, invece di fare l’upload, non ho cliccato su Start-Spegni Computer?” Eh già mio caro sempre più ex e denunciatissimo vice ministro, il pasticcio ormai è brutto e fatto e, quando, le liste erano ormai sparite dal sito dell’Agenzia delle Entrate, in Rete già succedeva il putiferio con una prevedibile caccia al tesoro [degli altri] e una curiosità 1000 volte più morbosa di quella suscitata da una telecamera dentro la doccia della Casa del Grande Fratello!!! Le conseguenze: un social network come questo è andato down e il perchè ve lo lascio facilmente immaginare…le keyword più gettonate sono improvvisamente diventate “dichiarazioni dei redditi”, “redditi online” e affini…e mentre c’è chi si chiede chi sia il blogger più povero del reame…altri hanno scelto di organizzare una petizione per riavere sul web e quindi aperte al pubblico dominio quelle fantomatiche liste…anche se qualcuno per fortuna ha già analizzato quali potrebbero essere le possibili conseguenze di una simile scelta…con la Procura di Roma che, intanto, ha aperto pure un’inchiesta per violazione della privacy! E vai…per pensarci.
Incredibile, ma vero! Tutti le cercano, tutti le vogliono. Le tasse, sì le T A S S E! Ma quelle degli altri, però! Ci fosse la stessa fila e lo stesso slancio quando si tratta di pagarle, magari i conti di questo Paese tornerebbero un po’ di più e forse staremmo tutti a parlare un po’ di meno di caste e comunità montane sulla spiaggia…e invece guardate che putiferio ha scatenato l’ormai quasi ex vice Ministro dell’Economia Vincenzo Visco…pubblicare on line le denunce dei redditi del popolo italiano?!? Ma stiamo scherzando?!? Perchè la prossima volta non si vende pure i diritti alla Endemol per farne un nuovo reality-show?!? Scusate, ma la sacra PRIVACY dove la mettiamo?!? Perchè mai il povero ragionier Rossi che ha passato una vita nei panni stretti del miserabile dovrebbe far sapere a tutti che ha in realtà un reddito da nababbo magari importato in uno di questi paradisi?!? Così come per quale assurda ragione il commendator Bianchi, da tutti e da sempre conosciuto come un gran viveur tutto lusso e belle donne, dovrebbe ritrovarsi pubblicamente smascherato nel sua cruda evidenza di autentico “morto di fame”? Senza dimenticare il dottor Verdi che si è sempre rifiutato di imparare come si fa il participio passato femminile singolare del verbo “ricevere” o la signora Ombretta, per cui il “nero” è una scelta di vita e non solo perchè snellisce…chissà perchè poi in giro è già spuntata qualche combriccola di loschi tipacci che si frega bramosamente le mani…ah quelle dichiarazioni! nemmeno quelle d’amore fanno fare tanti sospiri!…e adesso che sono tutte lì, buttate nella Rete è praticamente irresistibile la tentazione di andarle a pescare…giusto una sbirciatina…che sarà mai…tanto lo fanno tutti…fammi vedere se ci sono anch’io…ma sì! Oddio, guarda quell’infame del mio collega quanto dichiara e meno male che tocca sempre a me offrirgli il caffè…e Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bossi, Casini…tutti uguali, tsè! Lo sapevo…che aguzzino il mio capo…domani giuro che gli chiedo l’aumento!…CLIC…CLIC…e ancora CLIC…evviva la trasparenza, ma è davvero così divertente un mondo senza più segreti?!?
Ok dai, non so per quanto tempo ci resteranno ancora, comunque se proprio volete dare un’occhiata alle liste on line delle dichiarazioni dei redditi 2005 di città come Milano, Roma, Napoli, Torino e Palermo guardate un po’ QUI…in fondo non eravate capitati qui solo per questo?!?
Visto che LUI aveva pubblicamente chiesto a tutti “Cosa fai lunedì pomeriggio?”, IO ho pensato bene che, considerato il mio lavoro e la mia mania per tutto ciò che è innov-azione, non potevo mancare alla presentazione della sua ultima fatica letteraria “Comunicare ai media – L’ufficio stampa nell’era del Web 2.0″, scritto a 4 mani con Fabio Lo Savio.
Non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma questo libro promette molto bene, se non altro perchè apre finalmente lo sguardo e alza un po’ il tiro rispetto alla tradizionale visione solitamente propria di chi l’addetto stampa lo fa [così come una volta mi è stato detto da un "simpaticissimo" collega] con un ruolo che sembra a metà tra “l’impiegato e il giornalista mancato”. Oggi Internet in teoria offre un’infinità di fantastiche risorse per gli attori della comunic-azione, peccato che non so in quanti [con la situazione critica e caotica di certe redazioni sempre più affamate di contenuti"copia e incolla" ] potrebbero saper sfruttare al meglio le reali opportunità di un comunicato stampa in perfetto stile web 2.0…
Attenzione, perchè questo lo sta dicendo uno che se solo potesse da un pezzo avrebbe già creato un bel blog dove pubblicare tutti i propri comunicati stampa con tanto di collegamenti ipertestuali e multimediali ad altri contenuti [foto, video, approfondimenti, news correlate, etc.], risparmiandosi anche l’invio multiplo per e-mail ai 500 indirizzi della sua rubrica a favore del semplice utilizzo da parte dei suoi utenti/lettori dei RSS…ma forse questa, almeno in Italia [figuriamoci in provincia...] deve ritenersi pura fantascienza…purtroppo…specie quando, come hanno raccontato gli stessi Luca e Fabio, ci si trova di fronte a quelli che dovrebbero essere i giornalisti di domani che, a proposito di internet, però, si fanno ancora certe agghiaccianti domande…PER PENSARCI.
In questo tempo diE-lezioni MTV lancia questa interessante iniziativa ed io rispondo. Prendo il mio nuovo Nokia E65 e la mia bella penna digitale e scrivo “Caro Presidente…”. Mi raccomando…ANDATE A VOTARE! E se volete, poi, ditegliene quattro anche voi…
“Caro Presidente, ci avete sempre detto “studiate!” e abbiamo preso una laurea…ci avete sempre detto “leggete tanto, non guardate troppa tv, fate sport, imparate le lingue, il computer e internet” e noi vi abbiamo dato retta…ce l’abbiamo messa tutta!…ci avete sempre detto “la buona educazione”, ok anche se oggi magari qualche parolaccia ci scappa lo stesso…ci avete sempre detto “voi siete il futuro”, ma nel nostro presente di giovani italiani mancano ancora tante importanti certezze. Caro Presidente, non è mica vero che siamo tutti bamboccioni tutti vizi e niente valori, ma per favore anche voi anche ogni tanto il nostro essere giovani fatelo diventare una ricchezza e non un problema solo perchè secondo voi grandi della politica non abbiamo ancora l’età giusta per…grazie Presidente e buon lavoro!”
Ormai quando si parla di IKEA sono sempre più latitante…per fortuna che ho un amico eccezionale come Giuseppe de Filippis che [ormai trapiantato a Budapest per la sua nuova avventura professionale internazionale e multinazionale] non si è fatto sfuggire l’opportunità di offrirmi uno sfizioso reportage in diretta dall’IKEA della capitale dell’Ungheria. Caro Peppi, hai fatto davvero un ottimo lavoro. GRAZIE! E complimenti per la tua spalla…non me ne voglia il caro Valerio Conte di Toccamona che ti aveva affiancato nel tuo servizio dall’IKEA di Bari, ma la bella Marie Louise fa decisamente un altro effetto…e voi che ne dite? [Post Scriptum per Peppi: non è che tra un po’ ce la ritroviamo on line in una delle tue bollenti softgallerie?
Una volta vi avevo già fatto leggere del mio “RISVEGLIO”. Questa è, invece, “LA POZZANGHERA”…un’altra reminiscenza di quando alla mia penna di liceale piaceva scrivere in versi…
“Io sono
una pozzanghera.
Velieri di foglie
solcano
i fiumi senz’argini del mio spirito
in cerca dell’Ormai
nell’Altrove di me.
Approderanno
chissà
nello stagno vibrante
della memoria
lontano dagli abissi striscianti
dimenticati dal maestrale.
Non piove più.
Nel cielo
galleggia
il mio riflesso di Oceano.
Addosso
mi sento
la mia stilla di temporale.”
E siccome oggi mi va proprio di fare il romantico fino in fondo concludo con il video di questa canzone scioccamente caduta nel dimenticatoio della musica italiana dopo il solito varietà del Festival di Sanremo [anno 2003]. A cantarla è tal Annalisa Panetta, meglio conosciuta come LISA [sì, quella di "Sempre" per chi se la ricorda...] che, però [siccome è vero che nessuno è mai profeta in patria] la sua rivincita discografica se l’è presa grazie al la sua rivincita discografica se l’è presa grazie al famoso tenore americano Josh Groban che ha voluto reinterpretare il suo brano, arrivando a vendere qualcosa come 5.000.000 di copie. Per pensarci.
Era il 2001. E tanto per cambiare era un’altra primavera d’elezioni. Mi ha fatto tenerezza [e anche un po' sorridere] rileggere questo ingenuissimo articoletto ripescato dall’hard-disk di un mio vecchio pc, scritto [a suon di luoghi comuni] dal sottoscritto per un nonricordoquale giornale locale. Oggi come allora le elezioni e il disincanto dei giovani di fronte alla classe politica e alla sua infinita ressa di pretendenti alla poltrona…chi pensa che sia cambiato qualcosa per favore alzi la mano…io non so se sono più ottimista come quando avevo 22 anni…
“Il 13 maggio molti giovani non andranno a votare. Perchè? A sentir loro, i “grandi”, emerge il ritratto di una nuova generazione senza ideali, pigra e viziata da troppe comodità. Del resto, i ragazzi di oggi sono forse i primi a non aver risentito, se non marginalmente, di grossi sconvolgimenti storici. Ma allora è tutta colpa della pace e del benessere se gli “adulti di domani” sono sempre più indifferenti riguardo a ciò che accade sulla scena politica nazionale e mondiale? In passato, è vero, l’impegno politico era di sicuro più sentito e vissuto attivamente, soprattutto a livello giovanile. Oggi, invece, prevale un atteggiamento apparentemente piuttosto disinteressato e apatico verso certe tematiche. Uno dei motivi principali, ma non l’unico, è senza dubbio la diffusa e ormai consolidata sfiducia nella classe dirigente. Pervade, infatti, il senso comune, l’idea di una politica dispersa in una moltitudine di partiti, in cui le solite facce fanno le solite promesse in cambio di un voto. Gli attuali schieramenti, insomma, nel furbesco tentativo di ricostituire, a suon di alleanze, quel Centro rappresentato in passato dalla DC, appaiono poco credibili e incapaci di proporre agli occhi della gente un riferimento saldo e convincente. E così l’arte del buon governo viene ridotta all’arte del tornaconto personale, alla faccia di quelle che sono le reali esigenze del Paese. L’ideologia secondo molti, sembra essere diventata, ormai, solo la maschera della convenienza. Che fine hanno fatto allora le grandi correnti di pensiero che, un tempo, erano in grado di smuovere intere folle? Davvero i giovani del Terzo millennio non hanno una coscienza politica e civile? No. Probabilmente oggi la partecipazione politica, fatta eccezione per alcune falangi estremiste, non è più fonte di forti stimoli come prima. Evitiamo, però di pensare, come purtroppo spesso accade, che allora i ragazzi vadano a ricercare certi “stimoli” soltanto nelle droghe, nell’alcool o in folli corse in auto.In una società sempre più individualista e competitiva come la nostra, spiccano i nuovi valori della realizzazione e del successo personale. È pertanto logico che i giovani investano le proprie energie principalmente in questa direzione. Ma questo non ci autorizza a parlare unanimemente di qualunquismo o indolenza degli adolescenti verso la “cosa pubblica”. La crisi dei grandi ideali, infatti, non significadi certo carenza di idee. Non dimentichiamo che la nuova generazione è senza dubbio la protagonista di un’epoca, la nostra, di profonde e rapide trasformazioni sociali, in cui si deve pensare alla svelta e si ha quindi, sempre meno tempo per riflettere. Si tratta, appunto, diadattarsi a quest’ordine d’idee che richiede flessibilità, dinamismo e la capacità di guardare il presente nell’ottica di un imminente futuro. Globalizzazione, New economy e devolution sono diventati i nuovi argomenti intorno a cui si è reinventato e focalizzato il dibattito politico. È da qui, dunque, che può prendere il via un’altra era della politica italiana, in cui specialmente i giovani trovino spazio e motivazioni importanti.”
Per pensarci un altro po’ vi lascio a questo impeccabile e sopraffino pezzo del grande Giorgio Gaber, intitolato non a caso “L’elezioni”…
Già in archivio questa fantastica trasferta azzurra, da martedì mi sto un po’ deprimendo QUI. Nemmeno il tempo di tornare a casa e, dopo 5 misere ore nel mio lettuccio, eccomi di nuovo lontano 1000 chilometri. Purtroppo era l’unico posto dove, una settimana fa, è stato possibile prenotare [tramite Booking] un albergo last-minute dall’Italia per venire ad assistere a questo evento. Fa un freddo cane e [dolci a parte] non sopporto la cucina francese, ragion per cui non riesco a trovare sollievo nemmeno a tavola. Spero che nessuno abbia il coraggio di invitarmi a cena al mio rientro, perchè il prezzo della mia fame potrebbe costargli davvero molto caro…
Facezie a parte, il mondo in questi giorni è spaccato in due. Al centro della questione le Olimpiadi di Pechino. Andarci o boicottarle? Questo è il problema…Personalmente, per quel poco che ormai conosco dello sport, i Cinque Cerchi sono senz’altro l’ambizione più alta per chi lo vive ad alto livello e, dunque, in maniera puramente agonistica. E mi riferisco soprattutto a quelli che praticano discipline che hanno il loro momento massimo di visibilità e spesso pure di gratificazione proprio in occasione dell’appuntamento olimpico. Sono atleti che lavorano interi anni per questo traguardo, sacrificando se stessi e una parte non piccola della loro vita. Ma vero è anche che l’eccidio messo in atto dalla Cina in Tibet è qualcosa di incommensurabile, di fronte a cui non si può restare senza far nulla. Speriamo bene…per tutti.
Mi permetto di sdrammatizare un po’ con questa soluzione ai limiti del trash, ideata da qualche eccentrico francese, forse specialista di prove multiple, che ha pensato bene di prevenire la questione inventandosi le sue Olimpiadi fatte in casa. Guardate un po’ qui…simpatico, ma per favore DON’T IMITATE, PLEASE!
Purtroppo non sono stati in molti a parlarne come magari meriterebbe una notizia del genere. Comunque e per fortuna , l’Italia che vince non è solo quella del calcio o di altri bellissimi sport. Indossano, infatti, una maglia azzurra anche le lanciatrici della Nazionale Italiana di Atletica Leggera che sabato 15 e domenica 16 marzo a Spalato in Croazia hanno conquistato uno storico risultato, vincendo per la prima volta la Coppa Europa Invernale di Lanci. Un week-end tutto a base di getto del peso, giavellotto, disco e martello che ha visto le nostre campionesse schierate dal responsabile nazionale del settore lanci Domenico Di Molfetta, sfidare impavidamente alcune delle migliori specialiste del Vecchio Continente. Per la cronaca, magari leggetevi quello che il sottoscritto ha avuto l’onore di poter scrivere QUI, QUI, QUI, QUI e QUI! Per il resto, faccio solo un grosso in bocca al lupo a Ester Balassini, Zahra Bani, Laura Bordignon, Cristiana Checchi, Claudia Coslovich, Assunta Legnante, Chiara Rosa e Silvia Salis. Stesso discorso per Marco Lingua [vincitore nel martello maschile con un 77,87 da record personale], per il mitico capitano Nicola Vizzoni e per il discobolo più heavy d’Italia, Hannes Kirchler. Un saluto speciale, inoltre, a tutti coloro [Mario, Alessandro, Marilù, Enzo, Bric, Silvano e Riccardo] insieme ai quali ho potuto vivere questa bella avventura sportiva! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!
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Adesso è tutto chiaro. Altro che bontà a cuor leggero…al nostro Campione quelli della Ferrero per questo spot gli devono aver regalato quintali di Kinder Bueno…ecco perchè poi non salta più come una volta ed ottiene certi improbabili risultati…forza Andrew! Quest’anno l’appuntamento che conta è uno solo.
Ci sono svariati punti di vista da cui guardare puntualmente le cose per non farle sembrare sempre le stesse. In fondo è un bel modo per riderci e per pensarci. Io faccio così. Appunto. Tutto qui. Punto e basta.