VIDEO SHOCK: working at Ikea…

57° giorno post-Ikea.

All’indomani dell’inquietante intervista all’ex di Ikea, In Punta di Penna propone ai suoi sempre più numerosi lettori un altro scottante documento relativo alle condizioni in cui, specie in campagna promozionale e in zona week-end, è costretto a lavorare lo yellow people dei dipendenti della multinazionale svedese fondata dal magnate dell’arredamento Ingvar Kamprad…     

E adesso chi avrà ancora il coraggio di spedire il proprio curriculum vitae ad Ikea? [:-)]

ESCLUSIVA: intervista all’ex di Ikea

56° giorno post-Ikea.

Non è lui l'ex di IKEA!!! All’inizio dell’avventura Ikea nelle Marche erano 350 i dipendenti in casacca svedese con il marchio di questo gigante teutonico dell’arredamento low-cost. Ma dopo le prime centinaia di migliaia di visitatori e svariati milioni di euro di incasso (8 solo nel primo mese!), anche all’Ikea di Ancona Camerano sono venuti al pettine i nodi dell’assoluta precarietà camuffata, solo per certi aspetti, da flessibilità del mondo del lavoro italiano. E, così, ecco che l’elastico di questa spietata fionda ha puntualmente rispedito a casa alcuni dei lavoratori della prima ora. Tutto secondo gli accordi. Termini ed oneri contrattuali rispettati in maniera impeccabile. Però, magari qualcuno tra coloro che non ce l’hanno fatta, forse, un po’ ci sperava nel rinnovo del suo contrattuccio a tempo determinato…e, invece, ora è di nuovo in balia delle agenzie interinali e dei soliti annunci…In Punta di Penna, però, è riuscito ad intercettare nel marasma dei primi fuoriusciti dal megastore cameranense un autentico ex-Ikea (di cui, siccome il mondo è piccolo e le Marche di più, non riveliamo l’identità) che, con grande ironia, si è prestato a questa scanzonatissima intervista…     

Quanti anni hai e per quanto tempo hai lavorato all’Ikea?
La mia età è meno degli anni di Baudo, più della Tommasi, più di quelli della mia ragazza, meno di quelli della mia amante, meno di quelli di Kemprad, meno della Ventura, meno di Bin Laden, meno di Bush, l’età tipica da GRANDE FRATELLO, non da PUPA E SECCHIONE perchè non sono nè figo nè genio,qualcuno in più della mia macchina precedente. Ha aperto un negozio Ikea?? Dove??

Che cos’è e soprattutto com’è l’IKEA vista da dentro?
Bella.

Quando da piccolo qualcuno ti chiedeva cosa avresti voluto fare da grande, avresti mai immaginato che un giorno avresti indossato quella divisa gialla?
Non sapevo dell’esistenza di un negozio di nome IKEA da bambino.visto il consumismo sfrenato ci avrei già preso casa.giro attualmente nudo x rifiuto dei vestiti di qualunque tipo/fattura dettato da un mio retroterra culturale….la nudità facilita l’accoppiamento.

E’ stata dura la selezione? La cosa più stana che ti hanno chiesto al colloquio? Ma tu eri raccomandato?
Non ero raccomandato da nessuno.

Dì la verità…dicono che i dipendenti IKEA guadagnino un sacco di soldi? Verità o leggenda?
Ora faccio il gigolò solo x signora e guadagno un botto.

Ma la casa di un dipendente Ikea deve essere per forza arredata con i mobili fai da te svedesi?
I miei sono MADE BY MY SELF,partoriti dalla mia mente malata,realizzati dalle mie mani magiche ma ho pure ikea.

Che cosa ne pensavi del mondo IKEA prima di entrane a far parte?
Bene e ne continuo a pensare anche ora. è fatta di persone umane come me. Ma io sono imperfetto. Ho dei sentimenti: buoni, cattivi, pulsioni, passioni, opinioni, problemi,100000000 cose x la mia testa matta….

Che cosa ne pensavi mentre ci stavi dentro?
Come sopra.

E che cosa ne pensi ora che ne sei fuori?
Come sopra

Tre aggettivi per definire il perfetto dipendente IKEA…
Immagina me….l’opposto….

Squilla il telefono…sono quelli dell’IKEA che ti dicono di tornare a lavorare da loro con un contratto a tempo indeterminato. Che fai?
Non rispondo alla telefonata e alla domanda…

GRAZIE 1000 AMICO E…IN BOCCA AL LUPO!!!

(NB: quello nella foto non è l’ex di Ikea protagonista dell’intervista!!!)

Santa Claus Winter Games: il Babbo Natale 2006 è il giapponese Hiroshi Suzuki

56° giorno post-Ikea.

C’è nei sogni e nell’immaginario suggestionato di milioni di bambini di tutto il mondo l’icona di un vecchietto panciuto, vestito di rosso e con in testa un berrettino con un pon pon bianco come la sua barba e candido come la neve in mezzo a cui sfreccia con la slitta. 

E adesso che, grazie a Le Iene, gli Italiani hanno scoperto che, a Roma, bisogna avere le conoscenze giuste pure se si vuol fare il caldarrostaio, chissà in quanti avranno già pensato di buttarsi in un settore decisamente meno affollato come quello della distribuzione di strenne natalizie, finora apparentemente monopolizzato solo dal signor Babbo Natale

Anche se a giudicare dalla folta schiera di aspiranti che hanno partecipato alla quarta edizione dei Santa Claus Winter Games, anche diventare l’evergreen del 25 dicembre con la casella di posta e la fabbrica di giocattoli più grandi del mondo non sembra essere ormai più così facile!

Ovviamente l’idea di questa singolarissima competizione non poteva che trovare sfogo nella patria dell’Ikea, la Svezia, per la precisione la città di Gällivare che, dal 17 al 19 novembre scorsi, in piena Lapponia, è diventata la capitale di quelle che, a tutti gli effetti, possono essere definite le Olimpiadi Invernali di Santa Claus.

E tra i tanti pretendenti al trono e alla slitta dell’edizione 2006, in arrivo, tra l’altro, da Germania, Canada, Estonia, Polonia, Inghilterra e Australia, alla fine ad avere la meglio è stato (udite!udite!) niente meno che un giapponese: Hiroshi Suzuki. Per favore, risparmiamoci acrobatiche analisi su questa vicenda del tipo, “E’ la metafora del mercato del giocattolo del Terzo Millennio, con l’avanzata inarrestabile dell’impero orientale delle console Sony PS3 e Nintendo Wii, di fronte a cui poco può fare la sfilacciata resistenza del toys world old style”.

 Il signor Suzuki, infatti, il suo titolo di Babbo Natale dell’anno se l’è veramente sudato a suon di arrampicate sui comignoli (chimney-climbing), scorpacciate di porridge (porridge-eating), volate sullo slittino (kick-sledding) ed avvincenti gare di renne (reindeer-racing). Onore al merito anche al tedesco Michael von Dessien, allo svedese Peter Christianssen e al canadese Marc Girard.

Mi raccomando, quindi, quest’anno sotto il camino, vicino all’albero, non lasciate la solita tazza di latte e biscotti…decisamente meglio una bella porzione di sushi e un bicchiere di sake. E non dimenticate le bacchette! A Babbo Hiroshi Natale non piace il finger food… 

Ecco lo shopper che non passa mai di moda…

55° giorno post-Ikea.

Duane Hanson - Saatchi Gallery Mi hanno fatto sempre sorridere tantissimo quelle signore, tutte pelliccia, botox e Louis Vitton, che in molte cittadine di provincia e non solo, specie tra l’ora del thè e quella dell’aperitivo, mettono in atto una chiccosissima quanto lodevole operazione di riciclaggio.

Naturalmente in maniera del tutto inconsapevole.

Perchè queste dame patinate si sentono delle vere dive solo per il fatto di andarsene sotto braccio con uno di quei griffatissimi shoppers della boutique più in del quartiere più in o (ancora più esilarante!) con la busta feticcio degli shopping tour forzati in cui si sono fatte accompagnare dal loro maritino imprenditore o professionista, rivestito a pennello e armato di Visa e American Express.  Le mete più ambite per queste desperate housewives, divoratrici di giornalini con le figure come CHI e Novella 2000, sono sempre i soliti, ma mai scontatissimi, santuari del “lusso a più non posso”, ovvero Via Condotti, Via Monte Napoleone e (per la gioia di tutti gli amici romagnoli che non fanno solo i piadinari!) Viale Ceccarini.

Nossignori! Quella di queste donne non è mera ostentazione di quello che può comprare la copiosa pecunia che i loro consorti incravattati non dichiareranno mai di possedere, ma bensì, una dimostrazione di civile senso dell’ambiente. Infondo, perchè dovrebbero buttarle via nell’immondizia, quando queste belle buste possono essere ancora sfruttate per mille altri usi?!? Anche se, francamente, di colf a cui la padrona di casa abbia prestato lo shopper di Prada per andare ad prendere le patate al mercato, finora non ne ho proprio viste in giro!  

E’ logico, però, che con il passare del tempo e, a seguito di quel processo che il sociologo Simmel spiega attraverso la teoria del trickle-down o del gocciolamento, anche quegli svariati milioni di persone che non hanno la fortuna di appartenere a questa elite di super consumatori, abbiano tentato, a modo loro, di emulare questo vezzo “ecologico” degli shoppers firmati. E’ non è affatto da escludere che presto, vuoi anche per colpa della crisi e dell’ultima Finanziaria spremitutto, nelle subway e davanti agli ipermercati, sulle bancarelle volanti di qualche intraprendente vu cumprà, tra cd, dvd e accessori abilmente clonati, non scoppi anche la nuova moda degli shoppers griffati taroccati!ikea ancona busta cassonetto

Ma alla fine poi, è ancora una volta l’Ikea a darci una bella lezione con le sue bustone di carta riciclata che se, da un lato, assolvono a quella prevedibile funzione  di portare a spasso il marchio della multinazionale scandinava anche quando, ormai, sono svuotate del loro contenuto arredante, dall’altro, si rivelano un’ottima e capiente soluzione anche per l’ultimo viaggio nel cassonetto della forma più materiale del nostro passato prossimo quotidiano: la spazzatura domestica!

Se l’argomento “Shoppers & Co.” vi ha incuriosito e volete, a tutti i costi, saperne di più, vi consiglio vivamente di cliccare qui.  

Un orgasmo mondiale…peace and love il 22 dicembre…

55° giorno post-Ikea.

Questa è bella e la voglio dedicare con il cuore a tutti i lettori di In Punta di Penna. Cito integralmente il testo della notizia copiaincollata dal sito dell’agenzia ANSA.

“Due pacifisti storici di San Francisco, la città della California più ‘liberal’ degli Stati Uniti, hanno indetto peace love orgasm 22 december 2006 per il 22 dicembre prossimo, all’inizio dell’inverno, una manifestazione di “orgasmo globale per la pace”. I due -Donna Sheehan, 76 anni e Paul Refell, 55 anni- sostengono che un orgasmo planetario potrà far avanzare la causa della pace, e chiedono a tutti i pacifisti del mondo (all’interno beninteso delle mura domestiche), di partecipare alla maggiore manifestazione di questo tipo mai organizzata. Secondo Refell, “l’orgasmo offre una incredibile sensazione di pace durante e dopo, creando un vuoto nel cervello, come se si trattasse di uno stato meditativo. E le meditazioni di massa sono in grado di cambiare le cose”

Harry Potter first kiss primo bacio Cho ChangE chi può dargli torto, specie adesso che pure il maghetto sbarbatello  Harry Potter ha dato il suo primo bacio alla fidanzatina Cho Chang, c’è da scommeterci che il prossimo 22 dicembre sarà veramente per tutti un giorno MAGICO!!!

Ecco come fare per partecipare al GLOBAL ORGASM.

IKEA MANIA: è scoppiata la rivoluzione!!! The battle of furnitures…

54° giorno post-Ikea.

Vi ricordate di quella povera vecchia lampada abbandonata miserabilmente sotto la pioggia? E’ stata una storia che solo noi di In Punta di Penna avevamo avuto avuto il coraggio di raccontare e di denunciare. Avevamo lanciato l’allarme riguardo ai gravi rischi che questo degenerante fenomeno poteva produrre. Ma, purtroppo, era già troppo tardi. E, infatti, il malumore è serpeggiato in maniera strisciante per ben 54 giorni tra i mobili marchigiani della vecchia generazione che, alla fine, di fronte all’ennesima provocazione da parte del titano svedese, hanno fatto scattare la rivolta e la serrata…altro che guerrilla e marketing attackthis is the battle of furnitures!!!…ma che succederà adesso? 

Su il sipario! In scena la potenza della parola e la magia del fado…

53° giorno post-Ikea.

La volta del Teatro Mugellini di Potenza Picena Ogni tanto serve proprio staccare un po’ la spina e concedersi un break dalla dipendenza digitale del web e del resto dei new media per (ri)prendersi una serata gustosamente analogica. Quando si ha, poi, la fortuna di vivere in una regione, le Marche, notoriamente e per definizione “al plurale”, allora, il menu da scegliere diventa variegato e multiforme al punto giusto. E così, ieri sera, sono andato a farmi un giro in Portogallo, muovendomi di appena 30 km da casa. Strano, ma vero. Il pretesto è stata la serata inaugurale del restaurato sipario delIl sipario del Teatro Mugellini di Potenza Picena teatro “Bruno Mugellini” di Potenza Picena (MC), uno degli oltre settanta gioiellini che risplendono, qua e là, nelle città marchigiane. Quasi 40 i metri quadrati di questa specie di variopinto “arazzo pieghevole e riavvolgibile” in cui troneggia la figura di Minerva, dea della sapienza e “zelante cultrice delle scienze e delle arti”. Grazie al Cielo, mi pare che all’Ikea non abbiano ancora pensato di mettersi a produrre e commercializzare anche questo genere di manufatti! Ma è meglio non porre troppi limiti all’estro e all’ingegno di questi mercanti svedesi di mobili…Comunque, il momento clou della serata, dopo gli immancabili e, in questo caso, doverosi bla bla bla delle varie autorità, è stata l’esibizione di Marco Poeta, introdotta da un reading di alcuni estratti dalle opere di quell’“una sola moltitudine” che è stato il poeta portoghese Fedinando Pessoa. Sul palco, oltre alla guitarra portuguesa di Marco Poeta, anche la figlia Giulia, voce narrante delle “Lettere alla Fidanzata” di Pessoa, e la chitarra classica di Paolo Galassi. Signore e signori, ecco a voi un piccolo assaggio dell’antica tradizione fadista di Lisbona e di Coimbra…     

Ikea Educational Channel – Hi daddy!

51° giorno post-Ikea.

Non è dato sapere se accadrà la stessa cosa anche ai divissimi neo promessi sposi Tom Cruise e Katie Holmes, ma parecchi manuali da reading’s discount, basati su polpettoni di teoremi conditi a pizzichi di senso comune, sentenziano che la routine del matrimonio ammazza la passione della coppia. Ecco allora spiegate le ragioni dell’odierno proliferare di bizzarre e improbabili ricette afrodisiache somministrate al partner di turno per cercare di ridare quell’aroma di peperoncino ad unioni coniugali ormai piuttosto insipide sotto le lenzuola. C’è chi ricorre alla magica pillola blu…chi si lancia in aggrovigliati puzzle sessuali in cui la regola assomiglia molto alla proprietà commutativa delle addizioni…e chi improvvisa grotteschi teatrini del genere “Lo famo strano?”…vero è anche che quando mamma e papà sono costretti a fare i conti con una prole, per 1000 buoni motivi, parcheggiata sempre più a lungo termine tra le quattro mura domestiche, diventa davvero difficile per loro riuscire a ritagliarsi quei momenti di intimità…e, così, può anche capitare che proprio quella mattina che…