Mare inquinato o vodka limpida?

312° giorno post-Ikea.

Lego in Mare | AmsterdamChissà quante cose ci sono in fondo al mare? Relitti dimenticati, preziosi tesori, resti di antiche civilità… Forse. Magari. E’ senza dubbio molto suggestiva l’idea dei 1000 misteri celati dagli abissi marini, ma la verità che viene a galla è, purtroppo, un’altra e non luccica poi così tanto. Anzi. Le ultime notizie sullo stato di salute del Mare Nostrum non sono affatto sfavillanti. A detta di Greenpeace e dell’organizzazione ambientalista spagnola Oceana, infatti, quella su cui adesso 200 milioni di persone [oltre ai 150 milioni che ci vivono abitualmente] si stanno beatamente godendo le proprie vacanze è in assoluto la distesa d’acqua più inquinata del mondo! Piena zeppa di spazzatura alla deriva e farcita di idrocarburi e affini. Ma di chi è la colpa di questo disastro? Beh, premesso che il Mediterraneo visto dallo spazio assomiglia ad una grossa “pozzanghera” di 2 milioni e mezzo di chilometri quadrati praticamente incastrata tra tre continenti, non è difficile immaginare che il ricambio delle sue acque sia qualcosa che rischi multe per eccesso di velocità. Data, infatti, questa sua conformazione sostanzialmente “chiusa” occorrono quasi 90 anni per completarne il ciclo.

Lego in Mare | AmsterdamUn esempio. Solo sulle coste della Spagna si possono contare fino a 33 resti di spazzatura galleggianti per metro quadro, di cui tre quarti sono pezzi di plastica che minacciano seriamente l’equlibrio e l’integrità della fauna e della flora marina. In mare aperto, poi, la densità di spazzatura galleggiante si abbassa fino a 35 residui per chilometro quadrato. Ma è come nascondere la polvere sotto il tappeto perchè, in realtà, il peggio sta sul fondo. In media nei fondali mediterranei si contano 1.935 “pezzi” per chilometro quadrato, che è la densità più alta di tutti i fondali oceanici della Terra. Per carità, poi è pur vero che anche sulle coste dell’Olanda, a giudicare da QUESTO, non è che si veda di meglio…

Senza contare l’inquinamento fluido o liquido. Secondo uno studio di Oceana nel Mediterraneo sono abitualmente “in crociera” fino a 10 grammi di idrocarburi per litro. Un mare piccolo, appunto, ma attraversato da un terzo della navigazione mercantile mondiale e da circa il 20% del traffico petrolifero. In media ogni anno 12.000 navi solcano le acque del Mare Nostrum. Eppure non è questa la prima fonte del suo inquinamento Lego in Mare | Amsterdamperchè la gran parte della contaminazione proviene dalla terraferma. Nel bacino mediterraneo sboccano, infatti, 69 fiumi, che portano annualmente 283 chilometri cubi d’acqua. Fiumi che uniti ai sistemi di drenaggio pluviale, divengono la fonte più diretta di contaminazione marina perché vi conducono ogni sorta di reflui [solidi e liquidi] dalle zone urbane e industriali dell’interno. Spagna, Italia e Francia insieme generano il 60% dell’inquinamento che affluisce al Mediterraneo. Completano l’opera le grandi catastrofi [incidenti che provocano grandi dispersioni di petrolio o carburante] e il ben più pericoloso e spesso sottovalutato inquinamento “di routine” con cui ogni anno 400.000 tonnellate di idrocarburi sono scaricate in mare illegalmente.

Il tutto, ovviamente, si riflette in primo luogo sulla fauna marina con, ad esempio, il 20% delle tartarughe marine del Mediterraneo centrale che mostrano evidenti tracce di una contaminazione da idrocarburi. Senza parlare del mercurio che “condisce” sgradevolmente molte specie di pesce che finiscono poi sulle nostre tavole…

Che cosa si può fare allora? Diminuire i consumi? Moltiplicare gli impianti di depurazione? Aumentare il controllo sullo stato delle imbarcazioni? Sarebbe fantastico e, forse, troppo facile sperare che, un giorno, magicamente il problema si potesse risolvere come si vede in questo SPOT video di una famosa vodka [anche perchè qui di plastica ed idrocarburi proprio non se ne vede traccia!]…meglio, però, stare tutti con i piedi per terra per stare poi con più tranquillità con i piedi a mollo…per pensarci…

One comment

  1. Luca ha detto:

    On-tip-of-pen…dall’inglese IN PUNTA DI PENNA…eh eh! Scusa, ma secondo te con un po’ di impegno non c’arrivavo a capirlo? Ho riletto il nick tremila volte alla fine ho svelato l’arcano!

    Insomma, c’ho voluto un giorno intero, però è stata una grandissima soddisfazione prima tradurre, poi digitare su Google e trovare ‘sto blog, anzi il tuo blog!

    Beh che dire? Davvero, ciò che il corso della vita separa, la rete poi riunisce…troppo ecumenico dici?

    Comunque Alessio, gran bel blog, non c’è che dire. E gran bel divertimento, vedo, ad Ancona! Te la spassi, eh?
    Magari quando mi rifiondo in terra natia ci si becca. Scrivimi pure una mail magari con i tuoi recapiti.

    Sei assolutamente linkato.
    Buona serata!

    Luca

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