John Mark Nalocca, un italiano senza ostacoli…

290° giorno post-Ikea.

Mark Nalocca Campione Italiano [110 hs]Esistono le vite per caso e i casi della vita. C’è chi ce la mette tutta e non ottiene nulla e chi non ci mette niente e gli viene regalato tutto. Ci sono le regole e le eccezioni. Così non è giusto, però! Si può essere dei campioni sugli ostacoli e, poi, andare ad incocciare contro un ostacolo che è una montagna di scartoffie chiamata “burocrazia”? Questa è la storia di John Mark Nalocca, 20 anni, nato in Uganda, ma da tanti anni, ormai vive in Italia, nelle Marche, a Centobuchi, una cittadina della provincia di Ascoli Piceno. Mark, che gareggia per la Collection Atletica Sambenedettese, è un ostacolista puro, a suo agio sia sulle barriere alte dei 110 hs che su quelle basse dei 400 hs. E’ una delle giovani promesse dell’atletica leggera del nostro Paese, ma purtroppo la Nazionale Italiana Juniores non potrà contare sul suo talento ai prossimi Campionati Europei under 21 che inizieranno in Olanda ad Hengelo giovedì 19 luglio. La colpa [se così si può definire] è tutta di una norma della Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) in base a cui un atleta che abbia acquisito una nuova nazionalità, non potrà rappresentare la sua nuova Nazione in una competizione internazionale prima che siano passati 3 anni dall’acquisizione della nuova cittadinanza. Mark, che 2 anni fa aveva preso parte ai Mondiali Allievi (under 18) con la maglia della sua terra natale, è diventato ufficialmente cittadino italiano soltanto l’anno scorso e quest’anno ha subito festeggiato laMark Nalocca in azione [110 hs] sua italianità con il titolo tricolore e il record italiano juniores [14.03] dei 110 hs. Era il ragazzo più felice del mondo. Il suo orgoglio e la sua gioia gli esplodevano dentro e gli si leggevano in faccia. Oggi di sicuro il suo sguardo non è lo stesso di quel giorno in cui era davvero l’italiano più italiano di tutti. Oggi nei suoi occhi affondano i colori della rabbia e di una comprensibile delusione. C’è da dire che la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) ha fatto e sta facendo l’impossibile per trovare una soluzione, confidando in una deroga che è pur prevista dal regolamento internazionale, in cui questa norma [apparentemente così ingiusta] segue la logica di arginare il vergognoso fenomeno dei continui cambi di nazionalità di certi atleti stranieri, ingaggiati, di volta in volta, come mercenari al fronte da questo o da quel Paese. Non è, però, questo il caso di Mark. E’ vero per lui ci saranno di sicuro altre occasioni, ma è un vero peccato che il suo sogno non possa diventare azzurro fin d’ora. Mancano meno di 48 ore. Praticamente un attimo, in cui, però, qualcuno è ancora in tempo per fare qualcosa: la cosa giusta.

One comment

  1. Dive ha detto:

    Fallo leggere a Roberta….

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