Ingvar Kamprad: 23 miliardi di dollari e una Volvo 240 GL del 1993

90° giorno post-Ikea.

Bill Gates è l’uomo più ricco del mondo e, con uno patrimonio complessivo di 50 miliardi di dollari, ha nel suo garage “solo” due Porsche: una 911 Cabrio del 1999 e una 959 Coupè dell’88, di cui sono stati prodotti solo 230 esemplari in tutto il mondo.

Il finanziere americano Warren Edward Buffett vanta un patrimonio annuo di 44 miliardi di dollari e si accontenta di guidare una Lincoln Town Car del 2001. 

I 23,7 miliardi di dollari all’anno del principe saudita Alwaleed Bin Talal Alsaud, rinominato dalla rivista “Time” il “Warren Buffett arabo”, gli permettono, invece, di acquistare sempre la bellezza di due esemplari per ogni veicolo: uno per sè e un altro identico per la sua guardia del corpo (beato lui!). Possiede due Infiniti FX45, due Hummer H1, due Volvo XC90. Ma attenzione, perchè nel suo box, parcheggiate accanto alle gemelle Rolls-Royce Phantom, ci sono anche due comunissime Daewoo Matiz.

Ingvar Kamprad Ikea Car Volvo 240 GLE al quarto posto di questa specialissima classifica stilata dalla rivista Forbes sulla base dei redditi 2005 degli uomini più ricchi del mondo, c’è nientepopodimenoche mister 23 miliardi di dollari, ovvero lo svedese Ingvar Kamprad fondatore di IKEA. E cosa poteva guidare il promotore dell'”essenziale è bello”? Ma una station wagon Volvo 240 GL del 1993 naturalmente. In realtà, confessa di usarla poco. Preferisce prendere l’autobus e usufruire dell’abbonamento scontato per pensionati. Dice lui: “La gente IKEA non guida inutili auto costose”.

E chi può dargli torto? Anche se io, invece, me lo sarei immaginato al volante di un’auto così.

(Fonte: Repubblica.it|Motori)

14 comments

  1. luigibio ha detto:

    il paradosso è che i patron del consumismo sono delle persone molto equilibrate nei loro consumi personali: c’è da imparare!

  2. giovanni ha detto:

    Il mio commento è un po cattivo: mi chiedo, con tutti sti “ricchi” che guadagnano un vero e proprio patrimonio di cui non sapremmo mai con quanti zeri scriverlo, perchè chiedono a “noi comuni poveretti” di effettuare le donazioni per i paesi piu svantaggiati o meglio per coloro che hanno bisogno di strutture,istruzione,cibo… loro avrebbero molta piu liberta’ di donarli ma forse anche se non tutti, hanno poco cuore! è una mia riflessione pertanto non vorrei offendere nessuno e non mi permetterei mai! ciao

  3. Niglio ha detto:

    Ingvar:Volvo 240 GL del 1993 = Berto:Fiat Croma del 1988

  4. Silvio Domenichino ha detto:

    Per me è cosa normalissima! Ho avuto la fortuna all’età di 21 anni appena finito il servizio militare d’essere assunto nella banca del mio paese natale, conoscevo tutti, immaginate la sorpresa mia quando ho scoperto che chi credevo ricco era invece pieno di debiti e doveva nascondersi ai continui solleciti della banca mentre coloro che credevo dei morti di fame erano strapieni di soldi come uova. Da allora ho capito che si diventa ricchi avendo senso degli affari e non facendo sprechi mentre chi spende è spande fa la fine delle cicale.

  5. Dive ha detto:

    Mah io 1 milione di euro lo “investirei”(a fondo perduto…)volentieri in qualche bestiolina con 400 cv…poi sono gusti… 😀

  6. […] Qualcuno si era “scandalizzato” nel non vedere, nella lista delle auto del Sultano del Brunei, alcune chicche da vero esperto di auto. Un nostro lettore, Alessio Giovannini, ci ha fatto notate che tra gli uomini più ricchi del mondo, non sempre c’è chi ha “fame” di bolidi lussuosi. […]

  7. barzotto ha detto:

    io vorrei essere la guardia del corpo del principe saudita Alwaleed Bin Talal Alsaud.. chissà se magari gli passa anche qualche bella gattona!! (tanto per rimanere in tema)

  8. Italiano ha detto:

    Che dire beati loro che non sanno di avere tutto quello che hanno, altrimenti quelcosa di buono a chi è meno fortunato economicamente di loro lo farebbero, la ricchezza non è il denaro (certo aiuta a vivere maglio),Saddam che se ne fa dei soldi che aveva? la barra non ha le tasche, non è una consolazione buona ma………

  9. taga ha detto:

    beati loro io co tutti quei sordi mecesarei comprato il mondo co i pezzi da 100 mece sarei pulito er ………..

  10. […] A chi non lo conoscesse o non ne avesse ancora sentito parlare, consiglio vivamente di leggersi l’ultimo libro firmato dal giornalista Gian Antonio Stella insieme al collega Sergio Rizzo. Il titolo è tutto un programma: “La casta” (Ed. Rizzoli). Il sottotitolo pure: “Così i politici italiani sono diventati intoccabili”. In poche parole, un dossier su costi e privilegi di quei bei faccioni appesi su qualche manifesto quando, prima del fatidico election day, ci chiedevano ancora di metterci una croce sopra. E, vi assicuro, che, a giudicare dalla lunga coda di zeri in fila dietro alle doppie cifre dei potenti di casa nostra, non si tratta semplicemente di una questione di “auto blu”…ma allora quanto costa realmente al comune cittadino la poltrona di chi lo governa? A quanto pare, in Australia, l’hanno scoperto. Infatti, il Governo Federale della terra dei canguri ha appena speso nientepopodimenoche 200.000 dollari per l’acquisto di un nuovo set di poltrone dove poter accomodare il divin deretano dei suoi onorevoli componenti…vale a dire a dire 3.000 dollari per ognuna…un po’ troppo, forse, per le tasche dei contribuenti oceanici che, per quella cifra, magari, si sarebbero aspettati una sedia tipo questa o un divano così…naturalmente anche IKEA, il cui brand in Australia [non a caso] è “sottotitolato” così: “Spend less. Live more.” [Spendi meno. Vivi di più.] non è certo rimasta con le mani in mano di fronte ad un simile sperpero di denaro pubblico e, con questo annuncio pubblicitario, ha prontamente e pubblicamente invitato il Primo Ministro australiano John Howard a sedersi su una delle sue Jerrik che, alla modica cifra di 569 dollari, offre qualità, design e comfort. Insomma, un’altra bella lezione di parsimonia [chiamiamola così, va…] da parte di mister Ingvar Kamprad che, come è ben noto, pur essendo tra gli ultramiliardari del Pianeta, non va assolutamente pazzo per le spese pazze… […]

  11. Yellowkid ha detto:

    Pare anche che il nostro mangi alla mensa aziendale… Va bene non sprecare, però…

  12. Erik ha detto:

    Sono le persone che hanno fatto fattica a iniziare il loro empero che hanno ancore l’umiltà e testa per tenerlo! Guarda Paris Hilton, ha ereditato tutto mai lavorando un giorno nella sua vita e spende tutto con incoscienza. I nostri calciatori per tirare un pallone prendono fior di quattrini all’anno e cosi in una fine settimana “brucciano” €15-20,000 come se fossere €100,00-200,00. Prendiamo per esempio il Sig.Paul Getty. Questo uomo ha fondato in America negli anni 30 il colosso “Getty Oil”. Era una persona con un patrimonio stimato (nel 1980) a $25,000,000. Guidava un’auto di piccola cilindrata e vecchia, ed ogni mattina andava nello stesso “diner” (un ristorante di bassa-media qualità in America) per mangiare uove fritte, pancetta affumicato, e toast col caffè. Poteva permettersi caviale e ostriche fresche ogni giorno ma invece era una persona umilissimo. Un’altra persona richissimo è lo Svedese fondatore della società Tetrapac. Quando è morto suo famiglia non sapeve dell’empero che aveva costruito nella sua vita perchè era talmente umile che nessuno sospettava niente. E’ così che la gente ricca deve essere. Gente che si mette sullo stesso livello di tutti come rispetto senza calpestare nessuno pensando di essere superiore. Sono questi persone che faticando ad iniziare hanno imparato il vero valore del soldo ed è per questo che mantengono la loro umiltà. Ad ereditare siamo tutti capace…..a sudare il guadagno no !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  13. Alfredo ha detto:

    credo fortemente che ognuno di noi debba essere libero nel poter spendere il proprio patrimonio…non condivido coloro che lo fanno senza rispetto dei parametri conccessi dallo spirito critico e dal rispetto della dignità umana. Sostengo fortemente chi decide di investire il proprio denaro nello sviluppo dell’economia locale in tutte le forme in cui ciò è possibile.
    Premesso ciò noto una fortissima contraddizione fra lo stile di vita di alcuni giganti dell’conomia mondiale e la immane e devastante speculazione finanziaria che le aziende da loro create conducono.
    cosa importa se mr ikea compra auto di seconda mano o nelle più pregiate concessionarie, mentre IKEA omolga la vita e la casa delle persone di tutto il mondo a danno della nostrà unicità e dell’ambiente?
    Un consiglio: Ingvar Kamprad spendi i tuoi soldi al meglio, non sarà la tua facciata umile a riparare il danno che la tua azienda ha fatto , e continua a fare all’intera umanità e al suo pianeta!
    un dipendente dell’IKEA

  14. Marco ha detto:

    Alfredo, fammi capire, sembra quasi che sia colpa di Mr. IKEA se i mobili o i complementi d’arredo che produce, piacciono in tutto il mondo.
    E’ una colpa la sua, il fatto che in tutto il mondo la gente arredi le case in maniera simile.
    Dovrebbe dire “NO! Non ci sto a vendere fuori dalla penisola scandinava, perchè nel resto del mondo la gente deve arredare la casa secondo le tradizioni del suo popolo!”.
    Dovrebbe chiudere centinaia di punti vendita di tutto il mondo, licenziando decine di migliaia di persone (te compreso), perchè per colpa sua si perde “l’unicità”.
    Alfredo, fossi in te chiederei un bel colloquio con Ingvaruccio, gli spiegherei che sta sbagliando tutto, che è uno stolo, che così non si fa, che è cattivo perchè vende in tutto il mondo i suoi prodotti.
    Non ti va di seguire questo consiglio? Ne ho un altro per te, puoi scegliere.
    Non ti piace il danno che l’ikea apporta all’umanità intera? …smettila di lavorarci, non renderti complice di questo misfatto. Non sarà questa facciata da ribellucolo frustratino a riparare al danno che gli incoerenti opportunisti continuano a fare all’intera umanità ed al suo pianeta.
    Un non dipendente dell’IKEA

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