I video dei campioni azzurri di Birmingham: Howe, Legnante, Caliandro, Di Martino, Bobbato, Weissteiner

159° giorno post-Ikea.

Da non crederci. Troppo bello. Troppo forti. L’Italia dell’atletica c’è. E come! Tre ori, un argento e due bronzi non sono un caso. Perchè in questo sport esistono solo tempi e misure. Non si può dire “ha giocato bene”, “ha giocato male” o “secondo me era fuorigioco”…perchè nell’atletica leggera le vittorie e i risultati che contano si misurano con un metro e con un cronometro. Semplice, no? Vince chi salta e lancia più lontano o più in alto e chi taglia il traguardo per primo. E la moviola al massimo si chiama photofinish. E di crono e misure vincenti ne abbiamo viste (finalmente!) tante ai Campionati Europei Indoor di Birmingham. Tutte azzurre, ovviamente. Tutte rigorosamente “made in Italy”.

A partire da lui, il golden boy dell’atletica italiana, Andrew Howe, il campione europeo di salto in lungo di Goteborg 2006, che ha fatto il bis anche al coperto a suon di record italiano indoor: 8,30 m ! Eccolo qui il tocco di classe dell’incontenibile asso azzurro…

Che spettacolo! E per chi volesse rivedere i primi salti da guinnes di Andrew, basta un clic QUI.

Quella di Assunta Legnante, invece, è una medaglia d’oro che vuol dire tante cose. Vuol dire che, alla fine, chi l’ha dura la vince. Che si può lanciare un peso di 4 kg a 18,92 m (o ai 19,04 del suo primato italiano outdoor) per togliersi quello di dover dimostrare per forza a tutti quanto si è grandi. Allora, grande Assuntina! E che finalmente ”qualcuno” possa far diventare realtà anche il tuo sogno a cinque cerchi…intanto, questo è il video della tua impresa continentale…

Ed è stato un sogno d’oro, ma fatto ad occhi aperti anche quello di Cosimo Caliandro, neo campione europeo indoor dei 3.000 m  (NB il crono: 8:02.44). Un successo il suo che è più prezioso della medaglia del metallo più prezioso, sia perchè arriva da una specialità, il mezzofondo, da troppo tempo a questa parte considerato perennemente in crisi, sia perchè l’atleta delle Fiamme Gialle ha alle spalle un tunnel fatto di disavventure e problemi fisici da cui ha avuto la forza e il coraggio di uscire. E questo è il risultato…

Non è vero che se sei alta 1,69 non puoi saltare 2 metri. Non è vero che se hai dovuto fare i conti con la sfortuna di 1000 infortuni, le ali ai tuoi piedi debbano rinunciare a voler volare. Questo è il teorema vincente di Antonietta Di Martino, una ragazza che non ha mai smesso di crederci. Con la sua semplicità sorridente e con la sua naturale umiltà. Le doti con cui si arriva ai 200 centimetri del primato italiano indoor, a quella fatidica altezza dove cominciano “le grandi” di questa specialità e tra cui la saltatrice di Cava de’ Tirreni ha ribadito fermamente di esserci con l’argento appena conquistato a Birmingham (1,96 m)…

Il primo (solo in ordine cronologico) bronzo della spedizione azzurra è frutto di un bravo stratega, Maurizio Bobbato che si è lanciato in una palpitante volata al momento giusto, appena in tempo (1:48.71) per salire sul terzo gradino del podio degli 800 m…

E’ un bronzo che vale un record anche quello di Silvia Weissteiner, scintilla dei 3.000 metri, corsi senza soggezione in 8:41.88. Brava Silvia! Chi ti ha già visto correre lo sa bene che questa medaglia non si può definire solo “una bella sorpresa”…
     

Per la cronaca e per chi non avesse ancora capito, il bottino dell’Italia (6 medaglie) vale anche il secondo posto nel medagliere dell’evento continentale, dietro solo alla Gran Bretagna, ma davanti a “superpotenze atletiche” come Russia, Germania, Francia, Spagna e Svezia. Ed è solo l’inizio…KEEP IN TOUCH!    

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  1. CHI SO?!?!CHI SO?!?!?!…mitico!!

  2. Sono stati tre giorni di gare davvero belli: addirittura sei medaglie! Gli italiani in gara erano pochi ma buoni insomma ;-) Sono contenta soprattutto per Antonietta (perché la conosco), che dopo quel bellissimo salto a 2 metri del 13 febbraio è riuscita anche a vincere la medaglia d’argento ai Campionati Europei. Ovviamente complimenti anche a tutti gli altri :-)

    • anna pia
    • giugno 22nd, 2007

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