Ecco lo shopper che non passa mai di moda…

55° giorno post-Ikea.

Duane Hanson - Saatchi Gallery Mi hanno fatto sempre sorridere tantissimo quelle signore, tutte pelliccia, botox e Louis Vitton, che in molte cittadine di provincia e non solo, specie tra l’ora del thè e quella dell’aperitivo, mettono in atto una chiccosissima quanto lodevole operazione di riciclaggio.

Naturalmente in maniera del tutto inconsapevole.

Perchè queste dame patinate si sentono delle vere dive solo per il fatto di andarsene sotto braccio con uno di quei griffatissimi shoppers della boutique più in del quartiere più in o (ancora più esilarante!) con la busta feticcio degli shopping tour forzati in cui si sono fatte accompagnare dal loro maritino imprenditore o professionista, rivestito a pennello e armato di Visa e American Express.  Le mete più ambite per queste desperate housewives, divoratrici di giornalini con le figure come CHI e Novella 2000, sono sempre i soliti, ma mai scontatissimi, santuari del “lusso a più non posso”, ovvero Via Condotti, Via Monte Napoleone e (per la gioia di tutti gli amici romagnoli che non fanno solo i piadinari!) Viale Ceccarini.

Nossignori! Quella di queste donne non è mera ostentazione di quello che può comprare la copiosa pecunia che i loro consorti incravattati non dichiareranno mai di possedere, ma bensì, una dimostrazione di civile senso dell’ambiente. Infondo, perchè dovrebbero buttarle via nell’immondizia, quando queste belle buste possono essere ancora sfruttate per mille altri usi?!? Anche se, francamente, di colf a cui la padrona di casa abbia prestato lo shopper di Prada per andare ad prendere le patate al mercato, finora non ne ho proprio viste in giro!  

E’ logico, però, che con il passare del tempo e, a seguito di quel processo che il sociologo Simmel spiega attraverso la teoria del trickle-down o del gocciolamento, anche quegli svariati milioni di persone che non hanno la fortuna di appartenere a questa elite di super consumatori, abbiano tentato, a modo loro, di emulare questo vezzo “ecologico” degli shoppers firmati. E’ non è affatto da escludere che presto, vuoi anche per colpa della crisi e dell’ultima Finanziaria spremitutto, nelle subway e davanti agli ipermercati, sulle bancarelle volanti di qualche intraprendente vu cumprà, tra cd, dvd e accessori abilmente clonati, non scoppi anche la nuova moda degli shoppers griffati taroccati!ikea ancona busta cassonetto

Ma alla fine poi, è ancora una volta l’Ikea a darci una bella lezione con le sue bustone di carta riciclata che se, da un lato, assolvono a quella prevedibile funzione  di portare a spasso il marchio della multinazionale scandinava anche quando, ormai, sono svuotate del loro contenuto arredante, dall’altro, si rivelano un’ottima e capiente soluzione anche per l’ultimo viaggio nel cassonetto della forma più materiale del nostro passato prossimo quotidiano: la spazzatura domestica!

Se l’argomento “Shoppers & Co.” vi ha incuriosito e volete, a tutti i costi, saperne di più, vi consiglio vivamente di cliccare qui.  

3 comments

  1. Luca ha detto:

    Io non ho cliccato perchè non ero incuriosito…però una buona-mamma che fira firmata e magari con supercar sotto il sederino che abbia bisogno di un baldo giovane per “dimenticarsi” a fine giornata delle spese fatte volendo…proponimi se conosci qualcuna!!ahahhahah 😀 (mi raccomando,Gabbo SA i requisiti fondamentali…)…

    Da1occhiata sul mulo a MY FRIEND HOT MOM o PLEASE BANG MY WIFE (basta anche Google) x vedere il genere… 😀

  2. Oliviero T. ha detto:

    Complimenti per la foto della busta vicino al cassonetto…stupenda!

  3. belva ha detto:

    ecco la giusta fine!!!!perchè non postare le shops del caxxo dell’ikea nei posti più impensabila quali (ad es.)in testa ad una donna nuda ecc….POST ATOMICO!!!!

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