E ora per riprenderci ci vuole un bel tuffo nel lago Tanganica…

1° giorno post-Ikea.

Oggi ovunque si respira già un’aria diversa. Sarà l’arrivo imminente dell’aspirante “panacea di tutti i mali” affondati nel pozzo infinito del pianeta Italia: la Finanziaria 2006…sarà che i tanti piloti italiani di SUV tedeschi o orientali annusano preoccupati la fragranza poco aromatica della supertassa promessa da Prodi per i loro bolidi arrampicamarciapiede…sarà che sono passati soltanto 1440 minuti dalla prima puntata della nuova era IKEA sulle rive dell’Adriatico…sarà che è ora di pranzo ed io, Gabbo e Zazza stiamo morendo di fame e quindi…destinazione “Da Rosa”, buon gelato, servizio superfast con menu aspirante slow food a due passi dalla fontana delle 13 cannelle di Ancona…l’ho sempre detto io che siamo dei cavalieri! Guarda come stiamo bene su questa tavola rotonda!…magari se qualcuno venisse ad apparecchiarci e a prendere l’ordine!…FAME! Finalmente. Due ravioli pomodoro e mozzarella, uno spaghetto al pesce e due bottiglie d’acqua minerale. Conversando nell’attesa del sospirato pasto, abbiamo fatto una bella immersione nelle limpide acque del lago Tanganica…nel fantastico mondo di Zazza, il quale ha passato le ultime due settimane della sua vita rinchiuso in casa per accudire con premura la sua nuova grande passione: L’ACQUARIO. Bellooooooo…come il pesce rosso comprato con mia madre alla fiera di paese il 16 agosto di ventidue anni fa e che avevo rinchiuso in una di quelle enormi bocce di vetro, perfette, forse, per le conserve sott’olio, ma claustrofobiche e letali per quel povero esserino pinnato sott’acqua, presto passato a miglior vita anche per colpa della continua indigestione di mangime  a cui l’avevo sottoposto nel timore che si sciupasse…ingenuamente, forse, pensavo di potergli fare venire delle guanciotte paffute (ma i pesci ce l’hanno le guance?) come quelle di uno dei miei beniamini del piccolo schermo di allora…il mitico ARNOLD che, adottato da un riccastro di insieme al fratello “che cavolo stai dicendo WILLIS”, viveva in un superattico di New York con il letto a castello (peccato che, poi, gli attori di quella serie, tra droga e galera, abbiano fatto tutti una finaccia…)…lui sì che ci sapeva fare con l’ittiocoltura domestica…quale bambino, in quel periodo, non avrebbe fatto carte false pur di avere in casa un pesciolino nero come il suo Abramo? Non so se anche per Zazza sia cominciata così questa “acquariomania”, fatto sta che tra riviste, manuali ed internet ha sviluppato uno stupefacente know-how in materia…al punto di non domire più la notte pur di riuscire a progettare e a ricreare perfettamente in casa l’habitat del leggendario lago Tanganica con tanto di pesciolini neri…ehm, pardon, per l’esatezza si chiamano ciclidi africani neri…ma dico io che sono un accanito fautore del made in Italy “Quello di Garda o di Bolsena non andavano bene lo stesso?” Ok la globalizzazione scandinava nell’arredamento delle nostre case, ma si può sapere perchè con tanti disponibili in zona, c’era bisogno di andare a “pescare” un lago addirittura in Africa? Non ci vuole uno scienziato di Greenpeace per spiegarmi che di certo le acque di quell’esotico specchio d’acqua sicuramente sono anni luce più limpide ed incontaminate, ahimè, di quelle nostrane…però, caro Zazza, io una cosa non l’ho davvero capita…passi ore ed ore della tua giovinezza a misurare scrupolosamente temperatura e ph dell’acqua del tuo acquario e, poi, quando finalmente hai partorito il tuo perfetto ecosistema africano in miniatura ci butti dentro due pescetti con dei nomi che sembrano più una formula magica di Harry Potter (neolsmprogus brichardi…julidocromis marleri…PUFFFF!!! ) e che se potessero parlare più che un accento tanzanese, forse ne avrebbero uno spoletino, senza contare che, ovviamente, in quel lago non ci hanno mai nuotato!!! Scusa, tutta questa fatica e, poi, in pratica ti ritrovi con una specie di tinozza trasparente, con quattro pietre sul fondale e a galla l’alter ego in miniatura di un potenziale bastoncino Findus e di una scatoletta di tonno mancata? Meno male che finalmente è arrivata la pasta. “Mmmmh davvero appetitosi, Zazza, quei tocchetti di branzino e spada sui tuoi spaghetti…mica li avranno pescati nella riserva del tuo Tanganica?”

Il Tanganica di Zazza...

3 comments

  1. Luca ha detto:

    Io se ero in Zazza avrei fatto il lago di Caccamo x restare in Italia,o al massimo il Lago Balaton di Budapest,quel “TANGANICA” mi pare troppo commerciale… 😀

  2. Zazza ha detto:

    mammamia quanti test dell’acqua prima di mettere i pesci…ph kh, gh durezza, nitriti nitrati ossigeno….sono diventato quasi matto…ora ho inserito i pesci..se ne stanno dando di sante ragioni..per fortuna che erano “pacifici”….anzi tanganikici..territoriali al massimo..per difendere il loro territorio…i miei due julidocromis devono dormire sul filtro…ufff..o devo inserirne altri o devo mettere altre pietre o si scanneranno a vita…
    i pesci provengono dalla germania dove ci sono attrezzati vivai di acquacultura specializzati nella riproduzione..ma un ritorno al loro passato non farà che bene…
    commerciale??? Non tanto se ti dovessi dire i costi che periodicamente sostengo per quel acquarietto…solo quelle roccie calcaree valgono più dell’acquario…hihi (è proprio vero che quando qualcuno ha una passione, non guarda al soldo)

  3. Zazza ha detto:

    Ah dimenticavo …una famiglia di questi cilcidi è completamente bianca con dei bellissimi riflessi azzurri, l’altra (julidochromis) è a scacchetti bianca e nera..bellissimi

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