Archive for settembre, 2007

Ikea Ancona: un anno dopo il BOOM!

365° giorno post-Ikea [Anno 1]

Giorno dopo giorno…post dopo post…è arrivata finalmente anche la fatidica data del primo anniversario di IKEA Ancona. Una festa a cui il sottoscritto [per ragioni professionali che mi hanno spedito per qualche giorno nella meravigliosa terra di Sicilia] non è potuto essere presente come avrebbe voluto. Speriamo solo che LUI non se la sia presa troppo per la mia assenza…però, almeno gli AUGURI sento di doverli fare lo stesso all’immenso scatolone gialloblu delle meraviglie che, a modo suo, ha arredato quell’angolo di Ancona Sud, trasformatosi, ormai, in una dei crocevia a più alta densità commerciale d’Italia. Ma sia che la si ami o la si odi IKEA è IKEA. Sempre pronta [come ormai ci ha abituato] a provocare, sorridere, sdrammatizzare, stuzzicare, ma, soprattutto, a coccolare chi, per caso o per scelta, ne diventa cliente. A farlo sentire costantemente parte di qualcosa. Anche quando le parti sono i pezzi da montare di qualche mobile su cui poi accomodare quelle irresistibili quanto inutili suppellettili con cui il super-marketing del colosso svedese fa cadere in tentazione anche chi da IKEA in teoria ci è andato solo per dare un’occhiata. E sì, perchè chi entra in quel posto deve essere proprio bravo per uscirne a mani vuote, perchè difficilmente persino l’anti-ikeista più ostinato potrà salvarsi dal versare [tra piccoli acquisti, fast-food e ristorante] anche solo un piccolo obolo nelle già ricche casse di mister Kamprad [

Pistole [non] giocattolo: emergenza baby-gang!

357° giorno post-Ikea.

Pistola Baby GangMani in alto! Fermo o sparo! Non c’è che dire. Queste sono parole che suonerebbero alla perfezione sulla scena di un poliziesco o di un western d’altri tempi. Ma qui non si tratta di roba da star lì a guardare con le mani dentro un sacchetto di popcorn. Sceriffi con la stelletta e detective patinati, infatti, stavolta non c’entrano. E i cattivi o i buoni [ammesso e non concesso che si voglia fare per forza questo scontatissimo tipo di distinguo da manuale di catechismo] hanno comunque una cosa in comune: girano entrambi con la pistola. Ed è sicuro che a loro non serve per dare il via a qualche corsa da record del mondo. Eppure è maledettamente sempre più facile premere quel grilletto. Per caso, per forza, per sbaglio. Ma rendersi conto che a farlo è stato qualcuno che ha a malapena l’età per giocare con una pistola ad acqua fa paura! Terribilmente paura.

Come certe notizie che non vorremo mai leggere e che si fa davvero fatica a chiamare semplicemente “giochi da ragazzi”. Perchè Rhys Jones, un bambino di 11 anni, di giochi non potrà più farne. Mai più. Perchè è stato ucciso da un suo coetaneo in un sobborgo di Liverpool. Jessie James, 15 anni, ha invece pagato caro il suo rifiuto di entrare in una banda locale a Londra. La sua giovane vita è stata freddata da un gruppo di ragazzi della sua età ai quali quel “NO col punto esclamativo” non era affatto piaciuto. La gang non perdona. E’ così: due vite, la stessa assurda sorte. Eppure la colpa non è del solito “mostro”, nè di un criminale qualsiasi o di una tragica fatalità, ma di ragazzini che hanno imparato il gioco più brutto dei grandi e, come spesso accade, lo sanno fare già peggio. Peccato che una pistola non sia esattamente come il joypad di una console e che lasci una scritta GAME OVER rossa come il sangue senza la possibilità di fare subito un’altra partita.

Che fare allora prima del prossimo furto, della prossima violenza o del prossimo omicidio commesso da uno degli abitanti più piccoli della Terra? Senza far finta che, quando sarà successo, la responsabilità sia solo di qualcun’altro, che certe cose accadano solo da qualche altra parte, convinti come siamo che tanto i nostri bambini, i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri fratelli non potranno mai esserne vittime o carnefici…poi, però, se capita, tutta colpa, come al solito, della scuola, dei media, della famiglia, del sistema…i soliti giri di parole per non dire nulla e, soprattutto, non ammettere che quello della criminalità minorile è un problema reale che rischia di bruciare il futuro a troppa gente. Una maleducazione che nasce, striscia e prende il nome di bullismo, per poi trasformarsi in autentica malavita. Ovunque. A Nord, al Centro e al Sud del nostro buon senso. La risposta? Il rimedio? Pene severe e punizioni esemplari o recupero sociale e percorsi di [mamma mia che brutta parola!] “rieducazione”? Per pensarci…

Scent of woman [Profumo di donna]: ieri un film capolavoro, oggi un video hot trash…

347° giorno post-Ikea.

Scent of Woman - Profumo di donnaAmmesso che per voi certi blasonati riconoscimenti contino qualcosa, beh sappiate che questa pellicola nel 1993 ha vinto 1 OSCAR [su 4 nominations] per il “miglior attore protagonista” e 3 GOLDEN GLOBE ["miglior film drammmatico", "miglior attore drammatico" e "migliore sceneggiatura"]. Ma “Scent of woman” [remake del "Profumo di donna" del 1974 con Vittorio Gassman per la regia di Dino Risi, tratto dal romanzo "Il buio e il miele" di Giovanni Arpino] è, a prescindere, un film assolutamente da vedere e da rivedere. L’interpretazione che un insuperabile Al Pacino riesce a rendere dell’imprevedibile Tenente Colonello Frank Slade lascia sicuramente il segno al punto che Martin Brest, il regista di questo film, la ritrae benissimo con questa frase: “Ci sono pochi attori tramite i quali Dio si esprime, e Al Pacino è uno di questi.”

Ma quello che più impressiona di questa storia è la capacità del protagonista di “annusare” fino infondo gli altri e il mondo che lo circonda senza avere la possibilità di vederli. Nei suoi occhi, infatti, c’è il buio, ma il suo naso [come spesso accade per una sorta di compensazione sensoriale a molti ciechi] arriva lontano. Fin dove, magari, nemmeno la mira del cecchino più infallibile del mondo riesce a spingersi. Grazie a questa straordinaria sensibilità il colonnello Slade può così continuare a gustarsi le volatili tracce lasciate dalle essenze di una sottile libido a cui gli è impossibile sfuggire. Fiuta le donne, il loro odore, il loro profumo, le spoglia in un ritratto fatto di 1.000 particolari e…con disinvoltura le accompagna in un tango “bello proprio perchè – a differenza della vita – anche se fai un sbaglio non è mai irreparabile e seguiti a ballare…”


Scene indimenticabili…il resto del film, però, ora vi tocca vederlo in dvd o dove preferite voi [del resto, le vie della Rete sono infinite...]. Invece, SOLO SE SIETE MAGGIORENNI [+18 anni] e volete dare un’occhiata, senza prenderlo troppo sul serio, a questo VIDEO scabrosissimo e trash, fate pure un clic QUI per far partire il download e “annusatevi” un po’ del nuovo profumo “Vulva Original” senza, però, ammalarvi cronicamente di feticismo o diventare ciechi a forza di…EH!EH! E ricordate che “Se smetti di essere curioso, sei morto…”

Asafa Powell: video record del mondo [9.74 - Rieti]

345° giorno post-Ikea.

asafa powell 9.74 world record 100m rieti italy del mondoFinora non ha mai avuto al collo una medaglia che conta ad un evento che conta. Eppure non ci sono storie. Ancora una volta il cronometro parla chiaro: 9.74 che tradotto in breve significa che Asafa Powell è l’uomo più veloce del mondo. Più veloce di tutti e secondo soltanto a se stesso anche quando, poco dopo, in finale, sempre sulla pista del 37° Meeting Gran Prix IAAF di Rieti, con vento nullo, brucia tutti in 9.78. Lo sprinter giamaicano migliora così il 9.77 [Atene, 14 giugno 2005] che lo costringeva a dividere il trono di più veloce del pianeta insieme allo statunitense [squalificato per doping] Justin Gatlin. Vista così, sembra quasi una cosa di un altro pianeta e, forse, infondo un po’ lo è. Un’impresa che, però, lascia dietro di sè una grande domanda: nello sport valgono di più i record o le medaglie di un Mondiale o un’Olimpiade?

E, dopo il video, ecco una vera chicca, ovvero il photofinish del record del mondo autografato da Asafa Powell in persona!!! Clicca QUI per vederlo.

Il primo blogger-anno di In Punta di Penna…

345° giorno post-Ikea.

In Punta di PennaE già passato un anno. Esattamente 365 giorni e 273 post fa iniziava l’avventura di In Punta di Penna nella Rete. E francamente mi fa proprio uno strano effetto rileggere il mio primo post…era un momento un po’ particolare della mia vita in cui, dopo svariate e non sempre felici vicende personali, stavo finalmente cambiando pelle. E proprio in questo mio percorso di metemorfosi, è stata fondamentale l’esperienza del blog. Ho ritrovato il piacere di scrivere e di raccontarmi libera-mente. Tutta “colpa” o tutto merito, però, dell’amico geek GABBO [vero "deus ex machina" di questo spazio] che mi ha convinto ad inziare la mia “carriera” da blogger, facendomi scoprire questo mondo di cui oggi mi sento parte integrante, ma che non considero affatto una specie di Second Life…perchè, almeno per come la vivo io, la blogosfera non è un posto in cui nascondersi o giocare al gioco delle parti, ma è una dimensione reale da affrontare forse ancora più concretamente del cosiddetto mondo “off-line”. Grazie allora agli oltre 150.000 [per un totale di quasi 340.000 pagine visualizzate] che in questi 12 mesi sono passati di qui, ai quasi 600 che hanno fatto sentire la loro voce nei commenti e agli 80 che, ormai, hanno il buon cuore di seguirmi via feed e a tutti coloro [in particolare Blogosfere e OkNotizie] che accolgono sempre ben volentieri i miei contenuti all’interno dei loro network. GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE! L’avventura di In Punta di Penna, ovviamente, continua con al fianco il neonato, ma già promettente BlogNotes [mi serviva un blocchetto nuovo su cui prendere appunti...] e la mia inseparabile dolce metà, nella vita e nel web, CheOreSono? che merita una citazione speciale per la pazienza e l’amore con cui asseconda e condivide questa passione ormai comune…senza dimenticare il grande scatolone gialloblu delle meraviglie, il paese dei balocchi svedese che da un po’ trascuro, ma che rimane sempre per me un gran catalizzatore di curiosità e di faits divers…il 28 settembre, tra l’altro, sarà anche il primo anniversario di IKEA Ancona…ed anche se non credo che mi inviteranno, io non potrò mancare con un ricco reportage, come sempre, tutto per ridere e per pensarci…EH!EH!

Antonietta Di Martino: ad Osaka, argento mondiale con un salto alto 2,03 m!

338° giorno post-Ikea.

Antonietta Di Martino Osaka 2007 salto in altoChissà che effetto fa poter guardare ormai parecchia gente dall’alto verso il basso? E, soprattutto, vedersi un’altra volta a 2,03 m oltre quell’asticella. Di nuovo come il 24 giugno in Coppa Europa a Milano, quando sei salita sopra tutte e sopra quel record italiano [2,02] che era già tutto tuo. E’ vero, i Mondiali di Osaka oggi dicono che a fianco hai la russa Anna Chicherova, ma che sul podio più su di te c’è solo una gigante croata di 1,93 m chiamata Blanka Vlasic che, dopo i suoi 2,05 m d’oro, si è potuta anche permettere il lusso di sfidare i 2,10 m del record del mondo. Tra te e lei, però, alla fine resteranno appena 2 centimetri. E pensare che quando siete in piedi le arrivi a malapena su una spalla. Ma oggi, forse, non devi metterti troppo sulle punte per sentirti alla sua altezza. E così: tu sei alta 1,69 m e 24 centimetri di differenza non sono esattamente un “foglio di carta”. Specie se per vincere nello sport sei dovuta andare contro la montagna dei soliti pregiudizi e contro una legge di gravità che, però, con te proprio non funziona. Anzi – tornando a quel “foglio di carta” – è come se tu conoscessi il segreto di trasformarti in un aeroplanino che vola leggero e veloce al di là anche dei muri più insormontabili. Antonietta questa è una favola, ma non è un sogno! E’ qualcosa di assolutamente vero ed importante. Anche se le cose importanti non sono cose, ma a volte, diventa difficile pure dar loro un nome. Ci sono lacrime amarissime che hai pianto per colpa di quella sfortuna che per troppo tempo non ti ha voluto lasciare in pace; oggi, se vuoi, piangine ancora, ma che abbiano un altro sapore e il colore di un argento sfavillante come quello che hai ora al collo e con cui – chi se lo dimentica – sei già tornata dagli Europei Indoor di Birmingham. Al traguardo delle Olimpiadi di Pechino magari, potrai iniziare a pensarci da domani. Adesso viviti quest’attimo. Dall’alto di quei due metri e zero tre…

Ed ecco il video del salto d’argento di Antonietta di Martino ai Mondiali di Osaka

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