Archive for novembre, 2006

Sic1: ADSL a 9 euro anche per i piccoli comuni made in Marche

64° giorno post-Ikea.

adsl sic1 a9 euro marche Anche nelle piccole realtà si può avere il coraggio di fare grandi invenzioni. Ecco, così, la rivincita tecnologica di una bella parte di quella sconfinata prateria di campanili che è la provincia italiana. Proprio ora che si ritrova fare i conti tutti i giorni con un colosso multinazionale come Ikea, nuovo colonizzatore dell’Italia in una regione.  

Il problema è il digital divide, cioè il divario nell’accesso alle nuove tecnologie, dei piccoli comuni nei confronti delle grandi aree urbane e industriali. La soluzione, invece, arriva proprio dalle Marche, grazie ad una società interamente pubblica, la Sic1, che propone alle amministrazioni locali di consorziarsi per fornire a prezzi bassi l’accesso a internet ad alta velocità (Adsl) a tutti quei cittadini rimasti “scoperti” dalle compagnie telefoniche tradizionali.

“L’idea – spiega Luca Vincenti di Sic1 – è nata da un pioniere, Stefano Ricci, che insieme a Luca Casadio ha voluto compiere una scelta coraggiosa: far nascere una società all’interno di un comune. Il nostro concetto di connessione a internet ad alta velocità è un po’ come quello dell’acqua, che dev’essere garantita a prezzi bassi a tutti i cittadini”. 
A dare il La a questa intraprendente iniziativa è stato il comune di Chiaravalle in provincia di Ancona, allargandosi progressivamente e riscuotendo molto successo anche in altri 42 cittadine. “Il traguardo più importante di Sic1 - continua Vincentiè quello di poter fornire la linea Adsl a nove euro al mese. Certamente non è cosa facile e non tutti ci hanno aiutato: molte società telefoniche, infatti, non vedono di buon occhio la nostra iniziativa. Noi però andiamo avanti e possiamo dire ad alta voce di aver dimostrato come una società pubblica possa essere efficace nel distribuire servizi, mettendo in un consorzio comuni che fino a ieri erano considerati minori”.

“Il nostro progetto principale – aggiunge Vincenti – si chiama A9 Adsl e funziona pressappoco così: noi c’impegniamo a far arrivare internet ad alta velocità nel  comune socio, il quale a sua volta la elargisce ai cittadini con sistemi cablati. Laddove il comune lo richieda o quando le abitazioni sono difficilmente raggiungibili con i cavi, allora utilizziamo il servizio di Adsl wireless, senza fili. La connessione che proponiamo ai cittadini viaggia a due megabit al secondo con una banda minima garantita di 64 kilobyte, quindi è un servizio di tutto rispetto. Internet wireless è già attivo in quattro comuni, che entro la fine dell’anno diventeranno 32. Si tratta sicuramente di un importante progetto: alcuni dei paesi dove stiamo portando internet non hanno nemmeno la copertura dei telefoni cellulari”. 

Tra gli altri progetti di Sic1, che comprende moltissimi comuni delle Marche tra cui Sassoferrato, Sant’Elpidio a Mare, Camerata Picena e Pergola, e che si avvale della partnership di importanti società del settore, tra cui Cisco Systems, Dell, Siemens e Telecom Italia, c’è anche quello, da inizio gennaio, di allacciare i comuni con un servizio di totem. Questi, dislocati nei punti più importanti della città, permetteranno non solo l’accesso a internet gratuito senza fili nelle strade limitrofe, ma anche la possibilità per i turisti di guardare la mappa della città e ottenere informazioni, e per i cittadini di avere uno scambio concreto con la pubblica amministrazione.

All’interno di A9, inoltre, è presente anche un servizio chiamato Silver Age, ideato per la fascia più debole della popolazione, che prevede l’utilizzo di una tecnologia che consente agli anziani, in caso di pericolo o improvviso malore, di allertare i propri familiari o i servizi di emergenza.

(Fonte: www.repubblica.it)

L’Ikea, il presepe, non lo fa a Natale…

64° giorno post-Ikea.

presepe ikea creche E’ la polemica del giorno. Come al solito tanto rumore per poco o, forse, per nulla. Per carità, tutti d’accordo sul valore e il rispetto della tradizione. Ma, poi, i conti bisogna farli anche con la dura legge degli affari, ovvero che business is business! Quindi, cari amici, mettetevi l’anima e il muschio in pace perchè qualche illuminata analisi di mercato ha appena stabilito che non è più IN fare il presepe! Così, quest’anno, niente statuine, casette, mangiatoie, pastori, greggi e bambinelli sugli scaffali di megastore come La RinascenteIkea.  

“Nessun simbolo religioso è in vendita”: è la motivazione ufficiale con la quale l’Ikea di Padova, così come gli altri undici magazzini della catena svedese in Italia, spiega la decisione di non vendere presepi quest’anno. “Siamo un’azienda svedese – fanno sapere dall’Ikea – abbiamo in vendita tanti addobbi natalizi, in particolare quelli per l’albero di Natale, che è un simbolo più ‘trasversale’, ma presepi non ne teniamo”. “L’albero – prosegue – lo fa la maggioranza delle persone, anche nei paesi musulmani. Il presepe, invece, è tipico della tradizione cattolica”. Per Ikea, comunque, il presepe esce dal target di vendita della catena commerciale,“che è tutto sull’arredamento”.

Ed io che quest’anno avevo in progetto di ampliare lo stagno di carta stagnola per le mie paparelle e comprare qualche altra pecora ai miei pastori?!? Senza parlare del nuovo balcone con vista che avevo in mente per l’angelo sopra la grotta…e dei nuovi vestiti per i tre Re Magi ormai obesi dopo essersi rimpinzati di torroncini…e voi? Come la pensate? VIVA L’ALBERO O ABBASSO IL PRESEPE?

E se gli uomini avessero le tette?

64° giorno post-Ikea.

Premetto subito che stavolta non si tratta di una questione di arredamento in kit svedese. Dico GRAZIE ai mitici NinjaMarketing per aver scovato e segnalato questo originalissimo viral video, opera di Rethink Breast Cancer. 

Lo spot è ironico, ma lancia un messaggio importante e invita a riflettere su quanto gli uomini sarebbero stati attenti alla salute del loro seno, se solo lo avessero avuto!

Solo nel nostro Paese, ogni anno ci sono 36.000 nuovi casi di cancro al seno. Uno studio inglese pubblicato sul British Journal of Cancer, che ha confrontato la mortalitá per questo tumore in cinque Paesi europei tra cui l’Italia, ha dimostrato che i decessi nella nostra nazione ( 25 donne ogni 100 mila ) sono inferiori rispetto a Olanda ( 33 ), Inghilterra ( 30 ) e Francia ( 27 ).

La terapia sempre più innovativa sta compiendo passi significativi ma la diagnosi precoce resta l’arma più efficace per sconfiggerla. Deve, però, essere praticata con regolaritá e secondo precise indicazioni, diventando parte integrante delle abitudini di vita di ogni donna.

Allora, buona visione con Man Breasts TLC. Per pensarci…

…per riderci: e voi, cari amici maschi, quale sarebbe la prima cosa che fareste svegliandovi una mattina con addosso una quarta di seno?

Ma l’amore…sì! La figlia vergine di Sconsy sposa un quadro Ikea…

63° giorno post-Ikea.

Ma l'amore...sì! Hot passion E’ già uscito al cinema da un paio di settimane, ma il sottoscritto non ha ancora avuto modo di andarlo a vedere sul grande schermo. Però, da quanto si mormora nella Rete, questo film di Tonino Zangardi e Marco Costa promette decisamente bene, anche se pure qui i nostri amici Svedesi ci dovevano mettere il loro zampino…

SINOSSI - Ambientato in Calabria, Ma l’amore… Sì! si apre con la dipartita del povero nonno Alcide durante una festa a sorpresa organizzata dai suoi numerosi parenti. Il caro estinto risulta essere un risparmiatore incallito e la lettura del testamento sbalordisce i due figli, Alfredo e Nunzio Jorio, che all’improvviso si ritrovano a dover gestire una somma importante e inaspettata tenuta per anni nascosta in una banca di Diamante. Su consiglio di Nunzio (Gianni Pellegrino), il fratello più giovane, Alfredo decide di traslocare a Roma e di aprire un ristorante di cucina tipica calabrese, Il Piparedduzzo.

A superare gli inevitabili dissidi generati in famiglia dal trasferimento ci pensa Annuccia (Anna Maria Barbera in arte Sconsy), la mamma, insidiata da Porfirio Guglielmetti (Alessandro Haber), il medico del paese con un’insana passione per la poesia ed il plagio, alle cui lusinghe resiste aggrappandosi al senso morale derivante dal suo doppio ruolo di madre e moglie.

L’idea del ristorante a Roma si rivela da subito vincente e dopo una serie  di difficoltà iniziali Il Piparedduzzo viene inaugurato e subito apprezzato dai critici gastronomici e premiato dalla clientela capitolina; Alfredo (Andrea Tidona), il pater familias ossessionato dalla scarsa mascolinità del figlio minore Carmelo (Lorenzo Balducci) e dalla gelosia quasi morbosa per la sorella maggiore Angelina (Marina Limosani), si sente abbastanza realizzato ma deve fare i conti con l’irrequietezza della sua prole che giunta in città inizia un diverso ma parallelo percorso di emancipazione.

Carmelo viene accolto con favore nella boutique Pinko dove lavora suo cugino ed una serie di incontri e di relativi incidenti amorosi lo metteranno di fronte alla propria latente ma serena bisessualità; ad Angelina intanto viene affidata dal suo nuovo Professore una tesi di laurea sul modello imprenditoriale eco-sostenibile dell’IKEA e sarà proprio nell’azienda svedese che la ragazza incontrerà Lars Ericsson (Mirko Petrini), il vicedirettore vichingo di cui si innamorerà e per il quale sfiderà le gelosie del padre. Il compito di evitare scontri frontali all’interno della famiglia Iorio sarà, ancora una volta, di Annuccia, la madre che cercherà di mediare tra le esigenze di libertà dei figli e l’autorità paterna.

Ma l'amore...sì! Sconsy weddingMa è durante una cena organizzata per il compleanno di Carmelo, alla  quale è invitato anche Lars, che le diverse verità dei figli vengono a galla e tra gag esilaranti e personaggi indimenticabili Alfredo viene messo alle corde, e costretto a prendere coscienza dei profondi cambiamenti in atto all’interno della sua famiglia.

TRAILER – per vedere lo spassoso trailer di “Ma l’amore…Sì!” cliccate QUI!!!

Nome in codice IKEA…I’m INGBYGVES and you?

63° giorno post-Ikea

A proposito di generazione IKEA... Sono convinto che dicendovi questo non sto certo scoprendo l’America, o meglio la Svezia, ma, forse, al mondo c’è ancora qualcuno che non conosce certe curiosità intorno alla vera etimologia della strana nomenclatura del brand scandinavo. IKEA, infatti, altro non è è l’acronimo di Ingvar Kamprad, nome e cognome del fondatore, e di Elmtaryd Agunnaryd, rispettivamente il nome della fattoria e del villaggio nel quale egli viveva.

E dove saltano fuori i nomi di tutto lo spettacolo della merce del catologo IKEA?  

  • Mobili imbottiti, tavoli da caffè, scaffali, contenitori: Nomi di località svedesi.
  • Letti, armadi, mobili da salotto: Nomi di località norvegesi.
  • Tavoli e sedie da pranzo: Nomi di località finlandesi.
  • Librerie: Professioni.
  • Articoli da bagno: Laghi scandinavi, fiumi e baie.
  • Cucina: Termini grammaticali.
  • Sedie e scrivanie: Nomi maschili.
  • Tende e tessuti: Nomi femminili.
  • Giardino: Isole svedesi.
  • Tappeti: Nomi di località danesi.
  • Illuminazione: Termini dalla musica, chimica, meteorologia, linguaggio nautico, etc.
  • Copriletti e cuscini: Fiori, piante e pietre preziose.
  • Oggetti per bambini: Mammiferi, uccelli e aggettivi.
  • Accessori per tende: Termini matematici e geometrici.
  • Utensili da cucina: Parole straniere, spezie, erbe, pesci, funghi, frutti o bacche, descrizioni di usi o funzioni.
  • Scatole, decorazioni, cornici, orologi: Espressioni colloquiali.
    (fonte: www.webdomus.it/tao)

Naturalmente nel sommo gotha della blogosfera qualcuno, ovvero [mini]marketing.it , quando ancora io giocavo con l’Amiga 500, ha creato anche un divertentissimo IKEA name Generator. Per la cronaca, ho scoperto che In Punta di Penna in Ikeaniano si dice INGBYGVES. E voi, cari lettori e care lettrici, come vi chiamate? 

Regali di Natale senza iPhone: iPod, xbox 360, PS3 Sony, Nintendo Wii o una home con Windows Vista?

62° giorno post-Ikea

Natale Regali idee 2006

Manca meno di un mese al 25 dicembre e, in vista della Festa delle Feste, una grossa parte del popolo italico è in attesa di tredicesima, quattordicesima ed eventuali sospiratissimi premi produzione per assolvere agli ultimi oneri di fine anno e, caso mai ci rimanesse qualcosa, concedersi pure il lusso di qualche regalo di Natale per i propri cari e per se stessi.

Guardando all’hi-tech di idee con i fiocchi davvero non ne mancano. Specie se si cerca on-line e se si possiede un po’ di fiuto per le vere occasioni e una carta di credito ben affilata. E se negli scorsi anni a farla da padrone nella hit-parade delle strenne dello Stivale sono stati telefoni cellulari, navigatori satellitari, macchine fotografiche digitali e console per videogiochi, nel 2006 il dono più esclusivo, forse, sarebbe l’ormai attesissimo iPhone. Secondo il Commercial Times di Taiwan e The Register, Apple avrebbe, infatti, commissionato alla società di Taiwan Foxconn – Hon Hai Precision la produzione di 12 milioni di iPhone. Ma secondo i vari rumors in giro per la Rete, il lancio dello stilosissimo telefono mp3iPhone Apple non sarebbe previsto prima della metà del 2007, anche se pare che la Mela voglia presentare ufficialmente il suo ultimo gioiello al prossimo MacWorld Expo di gennaio.

Intanto, però, è puntualmente scoppiata la battaglia senza sconti tra i vari colossi dei videogames. Sony, Nintendo e Microsoft ovviamente non giocano affatto quando si parla di business e di quote di mercato, specie quando in palio c’è il primato in un segmento da milioni di dollari e in mano quasi non si ha nemmeno più un joypad, ma un controller iper interattivo! Se, poi, per completare l’opera siete tra quelli che darebbero fino all’ultima goccia di sangue per una tv con maxischermo al plasma con tanto di impianto home theatre e dolby sound round, beh ben per voi che abbiano inventato le aste on-line, le super offerte e i finanziamenti con prima rata fra sei mesi! Cioè quando avrete digerito pure le scorpacciate di panettone, pandoro, torrone e spumante che sicuramente non vi sarete fatti mancare nei pranzi e nei cenoni dalla Vigilia di Natale all’Epifania.   

Windows Vista 30 gennaio 2007 Ma se il regalo volete farlo al vostro relax, allora non c’è niente di meglio di una bella vacanza con in valigia il vostro fedele pc portatile prima di convertirlo, dal 30 gennaio, alla rivoluzione tridimensionale di Windows Vista. Ma se le vostre tasche sono troppo leggere anche per il canone adsl e per una surfata nel web, allora perchè non accontentarsi ed andare un po’ ad annusare l’aria della Svezia da Ikea? Infondo, l’odore degli assi di betulla fa tanto Natale!  

Quando l’amore è grande, ma lui ce l’ha troppo piccolo…

62° giorno post-Ikea.

Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta, Renzo e Lucia…tutti nomi di storie di amori quasi impossibili e, comunque, sempre tormentatissimi…ma al cuor non si comanda, perchè l’amore è una cosa meravigliosa…e quando la forza di questo sentimento è GRANDE, allora, come ci insegna Ikea in questo video, nemmeno le dimensioni contano più di tanto… 

5.000 euro per l’auto in kit fai da te stile Ikea…

61° giorno post-Ikea.

C’è mancato poco che fosse questa l’idea regalo del Natale 2006. E, invece, bisognerà avere ancora un po’ di pazienza. Insomma, sembra proprio che Ikea faccia scuola anche nel campo delle quattroruote e non solo perchè ha rifatto il look e ha arredato le concessionarie della nuova FIAT. C’è, infatti, in Giappone una piccola casa automobilistica, famosa per le sue vetture dalla carrozzeria insolita, supercar in serie limitata, che si presenta con lo slogan “Una piccola fabbrica con un grande sogno”, la Mitsuoka Motor.

Qualche giorno fa il presidente in persona, Akio Mitsuoka, ha annunciato pubblicamente che la sua azienda metterà in vendita nel 2007  i primi esemplari di un’automobile in kit, che il cliente potrà montare da sè in circa tre giornate di lavoro, seguendo le istruzioni di assemblaggio contenute in un manuale, fornito in uno scatolone con tutti i pezzi necessari alla realizzazione.

La vettura costerà, nella versione base, 756 mila yen (circa 5.000 euro). E’ contraddistinta con la sigla K-4. Ha l’aspetto di uno di quei bolidi, che negli anni ‘30 correvano anche negli autodromi italiani.

 E’ in sostanza una vera due posti, equipaggiata con un motore Nissan, da 50 cc, a due tempi, raffreddato ad aria, con un cambio sequenziale di tipo automatico.

Raggiunge i 50 km all’ora. Fa 30 km con un litro. E’ lunga 2,5 metri e larga 1,3 metri. Pesa 180 kg. Sarà disponibile in cinque colori: rosso, giallo, bianco, nero, argento.

La Mitsuoka l’ha già sottoposta ai test di sicurezza del ministero del Traffico giapponese, secondo quanto stabilito dalle norme per la circolazione su strada. Costo, consumi, dimensioni, abitabilità, estetica e manutenzione ne fanno l’ideale per la guida in città, secondo la casa costruttrice.

Sogno erotico globale: due donne per un uomo…ma se la donna è mobile…

61° giorno post-Ikea.

triangolo orgasmo globale “Sogna ragazzo, sogna” cantava Roberto Vecchioni…nelle fantasie di un cospicuo numero di individui di sesso maschile, infatti, c’è un ricorrente miraggio onirico coltivato fin dalla prima adolescenza che ha come oggetto un accoppiamento intimo simultaneo con due belle donzelle…e leggenda metropolitana vuole che in Paesi molto open mind, come quelli della penisola scandinava, spesso questo sogno possa diventare realtà…ma la geometria di questo infuocato triangolo di passione formato lei+lui+lei può drammaticamente infrangersi contro gli spigoli di un altro grande assunto dell’umanità, ossia, come recitato dalla celebre aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi, che “La donna è mobile…”. Ma di sicuro non serve a fare arredamento. Quindi, meglio affidarsi sempre prima ad un bravo architetto di interni o a uno dei creativi arredatori Ikea, altrimenti, cari amici maschi (capito Bozzi?!?), guardate un po’ che cosa potrebbe succedervi sul più bello…

Ikea ha più fedeli della Chiesa…parte dalla Svezia l’era dell’Ikeanesimo

61° giorno post-Ikea.

Gli Svedesi si fidano più del loro negozio Ikea che della Chiesa. Lo rivela un sondaggio della Dagens Industri, dove è risultato che l’80% del popolo svedese ha più fiducia della catena di negozi Ikea che di quella “di Sant’ Antonio” della loro Chiesa Protestante.

Il risultato del sondaggio, sotto certi aspetti, è clamoroso, considerando che 4/5 degli Svedesi si professano membri della Chiesa protestante, ma che solo il 46% dei votanti ha detto di fidarsi della Chiesa.

Non solo Ikea, però. Infatti, sempre secondo lo stesso sondaggio, a contendersi, in pole position, la fiducia della nazione scandinava ci sono anche Volvo (69%), Ericsson (59%), Saab (57%) e perfino Astra Zeneca (gigante farmaceutico) con il 47%, hanno ottenuto più consensi della Chiesa protestante che, a questo punto, si vedrà costretta a protestare, per questa massiccia sfiducia nei suoi confronti.

E se questo sondaggio lo facessimo anche noi in Italia? Secondo voi quali potrebbero essere i risultati?

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