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Per lavorare da Ikea si deve essere disposti a TUTTO…

65° giorno post-Ikea.

Dicono che se si ha l’aspirazione di diventare un dipendente modello di Ikea, sia fondamentale possedere queste qualità: intraprendenza, savoir faire, dinamicità, savoir vivre e, soprattutto, grande capacità di problem solving…in particolare quando c’è in corso qualche svendita promozionale mozzafiato…

 

E se gli uomini avessero le tette?

64° giorno post-Ikea.

Premetto subito che stavolta non si tratta di una questione di arredamento in kit svedese. Dico GRAZIE ai mitici NinjaMarketing per aver scovato e segnalato questo originalissimo viral video, opera di Rethink Breast Cancer. 

Lo spot è ironico, ma lancia un messaggio importante e invita a riflettere su quanto gli uomini sarebbero stati attenti alla salute del loro seno, se solo lo avessero avuto!

Solo nel nostro Paese, ogni anno ci sono 36.000 nuovi casi di cancro al seno. Uno studio inglese pubblicato sul British Journal of Cancer, che ha confrontato la mortalitá per questo tumore in cinque Paesi europei tra cui l’Italia, ha dimostrato che i decessi nella nostra nazione ( 25 donne ogni 100 mila ) sono inferiori rispetto a Olanda ( 33 ), Inghilterra ( 30 ) e Francia ( 27 ).

La terapia sempre più innovativa sta compiendo passi significativi ma la diagnosi precoce resta l’arma più efficace per sconfiggerla. Deve, però, essere praticata con regolaritá e secondo precise indicazioni, diventando parte integrante delle abitudini di vita di ogni donna.

Allora, buona visione con Man Breasts TLC. Per pensarci…

…per riderci: e voi, cari amici maschi, quale sarebbe la prima cosa che fareste svegliandovi una mattina con addosso una quarta di seno?

Nome in codice IKEA…I’m INGBYGVES and you?

63° giorno post-Ikea

A proposito di generazione IKEA... Sono convinto che dicendovi questo non sto certo scoprendo l’America, o meglio la Svezia, ma, forse, al mondo c’è ancora qualcuno che non conosce certe curiosità intorno alla vera etimologia della strana nomenclatura del brand scandinavo. IKEA, infatti, altro non è è l’acronimo di Ingvar Kamprad, nome e cognome del fondatore, e di Elmtaryd Agunnaryd, rispettivamente il nome della fattoria e del villaggio nel quale egli viveva.

E dove saltano fuori i nomi di tutto lo spettacolo della merce del catologo IKEA?  

  • Mobili imbottiti, tavoli da caffè, scaffali, contenitori: Nomi di località svedesi.
  • Letti, armadi, mobili da salotto: Nomi di località norvegesi.
  • Tavoli e sedie da pranzo: Nomi di località finlandesi.
  • Librerie: Professioni.
  • Articoli da bagno: Laghi scandinavi, fiumi e baie.
  • Cucina: Termini grammaticali.
  • Sedie e scrivanie: Nomi maschili.
  • Tende e tessuti: Nomi femminili.
  • Giardino: Isole svedesi.
  • Tappeti: Nomi di località danesi.
  • Illuminazione: Termini dalla musica, chimica, meteorologia, linguaggio nautico, etc.
  • Copriletti e cuscini: Fiori, piante e pietre preziose.
  • Oggetti per bambini: Mammiferi, uccelli e aggettivi.
  • Accessori per tende: Termini matematici e geometrici.
  • Utensili da cucina: Parole straniere, spezie, erbe, pesci, funghi, frutti o bacche, descrizioni di usi o funzioni.
  • Scatole, decorazioni, cornici, orologi: Espressioni colloquiali.
    (fonte: www.webdomus.it/tao)

Naturalmente nel sommo gotha della blogosfera qualcuno, ovvero [mini]marketing.it , quando ancora io giocavo con l’Amiga 500, ha creato anche un divertentissimo IKEA name Generator. Per la cronaca, ho scoperto che In Punta di Penna in Ikeaniano si dice INGBYGVES. E voi, cari lettori e care lettrici, come vi chiamate? 

Quando l’amore è grande, ma lui ce l’ha troppo piccolo…

62° giorno post-Ikea.

Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta, Renzo e Lucia…tutti nomi di storie di amori quasi impossibili e, comunque, sempre tormentatissimi…ma al cuor non si comanda, perchè l’amore è una cosa meravigliosa…e quando la forza di questo sentimento è GRANDE, allora, come ci insegna Ikea in questo video, nemmeno le dimensioni contano più di tanto… 

5.000 euro per l’auto in kit fai da te stile Ikea…

61° giorno post-Ikea.

C’è mancato poco che fosse questa l’idea regalo del Natale 2006. E, invece, bisognerà avere ancora un po’ di pazienza. Insomma, sembra proprio che Ikea faccia scuola anche nel campo delle quattroruote e non solo perchè ha rifatto il look e ha arredato le concessionarie della nuova FIAT. C’è, infatti, in Giappone una piccola casa automobilistica, famosa per le sue vetture dalla carrozzeria insolita, supercar in serie limitata, che si presenta con lo slogan “Una piccola fabbrica con un grande sogno”, la Mitsuoka Motor.

Qualche giorno fa il presidente in persona, Akio Mitsuoka, ha annunciato pubblicamente che la sua azienda metterà in vendita nel 2007  i primi esemplari di un’automobile in kit, che il cliente potrà montare da sè in circa tre giornate di lavoro, seguendo le istruzioni di assemblaggio contenute in un manuale, fornito in uno scatolone con tutti i pezzi necessari alla realizzazione.

La vettura costerà, nella versione base, 756 mila yen (circa 5.000 euro). E’ contraddistinta con la sigla K-4. Ha l’aspetto di uno di quei bolidi, che negli anni ’30 correvano anche negli autodromi italiani.

 E’ in sostanza una vera due posti, equipaggiata con un motore Nissan, da 50 cc, a due tempi, raffreddato ad aria, con un cambio sequenziale di tipo automatico.

Raggiunge i 50 km all’ora. Fa 30 km con un litro. E’ lunga 2,5 metri e larga 1,3 metri. Pesa 180 kg. Sarà disponibile in cinque colori: rosso, giallo, bianco, nero, argento.

La Mitsuoka l’ha già sottoposta ai test di sicurezza del ministero del Traffico giapponese, secondo quanto stabilito dalle norme per la circolazione su strada. Costo, consumi, dimensioni, abitabilità, estetica e manutenzione ne fanno l’ideale per la guida in città, secondo la casa costruttrice.

Sogno erotico globale: due donne per un uomo…ma se la donna è mobile…

61° giorno post-Ikea.

triangolo orgasmo globale “Sogna ragazzo, sogna” cantava Roberto Vecchioni…nelle fantasie di un cospicuo numero di individui di sesso maschile, infatti, c’è un ricorrente miraggio onirico coltivato fin dalla prima adolescenza che ha come oggetto un accoppiamento intimo simultaneo con due belle donzelle…e leggenda metropolitana vuole che in Paesi molto open mind, come quelli della penisola scandinava, spesso questo sogno possa diventare realtà…ma la geometria di questo infuocato triangolo di passione formato lei+lui+lei può drammaticamente infrangersi contro gli spigoli di un altro grande assunto dell’umanità, ossia, come recitato dalla celebre aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi, che “La donna è mobile…”. Ma di sicuro non serve a fare arredamento. Quindi, meglio affidarsi sempre prima ad un bravo architetto di interni o a uno dei creativi arredatori Ikea, altrimenti, cari amici maschi (capito Bozzi?!?), guardate un po’ che cosa potrebbe succedervi sul più bello…

Ikea ha più fedeli della Chiesa…parte dalla Svezia l’era dell’Ikeanesimo

61° giorno post-Ikea.

Gli Svedesi si fidano più del loro negozio Ikea che della Chiesa. Lo rivela un sondaggio della Dagens Industri, dove è risultato che l’80% del popolo svedese ha più fiducia della catena di negozi Ikea che di quella “di Sant’ Antonio” della loro Chiesa Protestante.

Il risultato del sondaggio, sotto certi aspetti, è clamoroso, considerando che 4/5 degli Svedesi si professano membri della Chiesa protestante, ma che solo il 46% dei votanti ha detto di fidarsi della Chiesa.

Non solo Ikea, però. Infatti, sempre secondo lo stesso sondaggio, a contendersi, in pole position, la fiducia della nazione scandinava ci sono anche Volvo (69%), Ericsson (59%), Saab (57%) e perfino Astra Zeneca (gigante farmaceutico) con il 47%, hanno ottenuto più consensi della Chiesa protestante che, a questo punto, si vedrà costretta a protestare, per questa massiccia sfiducia nei suoi confronti.

E se questo sondaggio lo facessimo anche noi in Italia? Secondo voi quali potrebbero essere i risultati?

Maledetto shopper Ikea!

59° giorno post-Ikea.

Ecco una rappresentazione concreta di che cosa significhi farsi prendere troppo dallo shopping…o meglio dallo shopper!!! Pensateci, quindi, se state meditando di buttarvi a copofitto in un’emozionante Ikea tour della domenica…

Grazie 1000 al designer “extra-terrestre” Domenico Manno, alias Manoiki, per la gentile concessione di questa foto. Piuttosto, vi consiglio vivamente di farvi un giro nel suo sito e nel suo photoblog perchè ne vale veramente la pena!