Archive for Strana-mente

A Natale v-card d’auguri Coca Cola con YouTube…

75° giorno post-Ikea.

Holiday Greeting from YouTube and Coca Cola

Cosa ci fanno insieme la bibita e la piattaforma di video on-line più famose e discusse del mondo? Beh, stavolta Coca Cola e YouTube vanno a braccetto per dire a tutti “Buon Natale!”. Ovviamente alla loro maniera. Ecco, quindi, una gallery di video-cartoline tutte da spedire via e-mail agli amici e di cui sono protagonisti alberelli e orsi bianchi, oltre che le inconfondibili lattine rosse e bottigliette di vetro della Coca Cola Company. Le cartoline si possono, inoltre, personalizzare inserendo i propri video. 

Un’iniziativa sicuramente simpatica quella delle Holiday Greeting v-card, anche per chi beve solo Pepsi o rinnega per principio il diabolico fluido di questa bevanda le cui bollicine riescono, però, nell’alchimia di abbinarsi magicamente sia con il dolce che con il salato. Niente a che vedere con il succo di mirtilli dell’Ikea!

E giusto per restare in tema, chi non se lo ricorda questo spot?

Boklok ovvero la casa fai da te Ikea…

75° giorno post-Ikea.

medium_ceder_20low_20res400x300.2.jpgIkea sta per entrare nel mercato britannico delle case a catalogo. Secondo il autorevole quotidiano economico britannico Financial Times, il colosso distributivo svedese delle soluzioni d’arredamento, sarebbe pronto a replicare in Gran Bretagna la formula delle case prefabbricate.

Il primo quartiere inglese di 90 case su misura con strutture portanti in legno sta per essere realizzato a Gateshead.

La formula BoKlok (www.boklok.com) nasce in Scandinavia dalla collaborazione tra Ikea e il colosso svedese delle costruzioni Skanska e riesce a proporre case e appartamenti a prezzi molto competitivi.

medium_bofakta2_big.jpgIkea e SkanSka, propongano  nel loro catalogo anche case prefabbricate (palazzine fino a 4 piani con appartamenti e villette) a prezzi varanti da 25.000 euro a 45.000 con il nome BoKlok (in svedese, “vivere in modo ecocompatibile”).

All’interno di ogni appartamento una o due camere da letto, cucina arredata, bagno con doccia e ripostiglio. La costruzione/assemblaggio viene realizzata da operai specializzati in meno di un mese.

Nel 2007 verrà costruito a Glasgow in Scozia un intero quartiere “povero” BoKlok. Per inciso, si tratta di un intervento concordato con il locale Housing Council per la zona di Drumchapel.

L’idea generale

BoKlok offre buone case a prezzi contenuti, abitazioni di alta qualità e ben progettate. Sono abitazioni smart, adatte ai bisogni quotidiani della famiglia moderna.

Il marchio di fabbrica della BoKlok sono gli ampi spazi interni luminosi con alti soffitti. E anche piccole zone residenziali ben concepite dove si conoscono i vicini e ci si sente tranquilli e sicuri.

Terreni

Per realizzare la idea di bassi prezzi, non cerchiano spazi nelle zone più esclusive. D’altra parte, sono indispensabili buoni accessi a comunicazioni e servizi.

Caratteristiche dei luoghi (esempio dal caso Gran Bretagna)

La linea di prodotti Boklok attualmente offre abitazioni nei formati di blocchi ad appartamenti da sei alloggi in su. Il prodotto BoKlok è particolarmente adatto a zone di proprietà degli organismi pubblici, dove l’edificazione può contribuire a realizzare case economiche per il segmento residenziale intermedio.

Prodotti

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La Villa BoKlok è di moderna progettazione, con due possibilità di facciata. Il pianterreno su 92 mq è a pianta libera, con zona notte a tre stanze. Il livello superiore è fornito non terminato.

 

Tipologia del cliente

BoKlok mira a rivolgersi a un pubblico più vasto possibile, nella fascia di reddito media e leggermente inferiore alla media.

Il cliente tipo:

- Il piccolo nucleo familiare

- La famiglia di lavoratori dipendenti con un reddito medio di circa 20.000-45.000 € l’anno

- Persone che non possono accedere alle abitazioni sociali

- Acquirenti della prima casa

- Persone attualmente allontanate per motivi di prezzi, saturazione di proprietà, orientamento all’affitto, dalla zona scelta.

(Fonte: LuisB)

LEGO rebuild i disastri del mondo? In Cina la pubblicità di due ex creativi Saatchi & Saatchi fa brutti scherzi!

74° giorno post-Ikea.

E pensare che sono sempre stati uno dei miei giochi preferiti. Il primo della lista nella letterina a Babbo Natale. Che belle le costruzioni LEGO! Anche se sono scandinave e si basano su una dinamica componibile come l’Ikea, penso che rappresentino tuttora un apprezzatissimo classico ludico per qualsiasi bambino.

Solo che stavolta i danesi dei mattoncini colorati, nel Paese della Grande Muraglia, sono stati, malvolentieri, protagonisti di una controversa vicenda mediatica. La colpa, se così vogliamo chiamarla, è di una serie di annunci pubblicitari che sono circolati abusivamente con l’inconfodibile marchietto rosso e bianco della LEGO ”appiccicato” sulle foto di alcuni dei più terribili disastri della storia recente dell’umanità. Immagini dell’11 settembre o della devastazione dell’uragano Katrina, tutte contrassegnate da un inquietante slogan “Rebuild it LEGO” ovvero “Lo riscostruisca LEGO”.  

In realtà, gli autori di questi messaggi, scusandosi, l’hanno semplicemente definita una “prova personale per sfidare la creatività”. Si tratta due (ormai ex) creativi della Saatchi & Saatchi in Cina, che portano i nomi di Black Wu and Darren Cheung e che, grazie a questa “stupida idea” portata avanti totalmente all’oscuro dei vertici della nota agenzia pubblicitaria, rimaranno ben impressi in parecchi libri neri degli addetti ai lavori e non solo…

Non è difficile immaginare che alla Saatchi & Saatchi cinese ci siano da qualche giorno due scrivanie libere…ma chissà se a Wu e Cheung sarà passata una volta per tutte la voglia di giocare con le costruzioni?!?

Intanto, allora, guardatevi pure il video di protesta che ha fatto, via internet, il giro del mondo per denunciare questa infelice trovata pubblicitaria…[per pensarci]

Albero di Natale bonsai…è proprio Ficus!!!

73° giorno post-Ikea.

Anche se non sono un grande amante di feste e festoni convenzionali, quest’anno ho voluto fare uno strappo alla regola e cedere alla tradizione dell’albero di Natale. Naturalmente a modo mio. E così, come si conviene l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, mi sono dedicato all’addobbo del mio unico alberello. E chissene se l’Ikea il presepe a Natale non lo fa…Trattasi della sola forma di vita vegetale che inspiegabilmente e miracolosamente riesce a sopravvivere a me stesso e al clima del mio life space di 45 mq. Inizialmente avevo puntato su una mini piantagione da davanzale di Dionaea Muscipula, ovvero delle graziose piante carnivore mangiainsetti da appartamento, ma nonostante il mio aspirante pollice verde, hanno fatto presto una brutta fine. Forse per colpa solo di un’indigestione di moschini e zanzare che pullulano nella boscaglia intorno casa mia…Poi, invece, è arrivato il mio amico Sai, ovvero questo splendido e indipendente bonsai di Ficus Retusa che stavolta, come vedete, ho veramente conciato per le feste…eh!eh!      

Gatto robot giapponese Yume Neko…questo sì che è un bel regalo di Natale!!!

71° giorno post-Ikea.

gatto robot cat Yume Neko In questi giorni di estenuante happening natalizio, fioccano da tutte le parti valanghe di idee regalo. L’ultima stramberia ha la forma di un gatto robot, chiamato Yume Neko, che in Giappone, sua terra d’origine e invenzione, vuol dire “gatto dei sogni”. C’è da meravigliarsi che l’idea di questo cyber felino non sia venuta all’IKEA, ma magari pensavano che fosse un animale da presepe e, quindi, non hanno ritenuto opportuno commercializzarlo…in compenso questo micio cibernetico qualcosa in comune con il colosso svedese dell’arredamento ce l’ha…ovvero la filosofia del low-cost. Per portarselo a casa, infatti, bastano appena 8.379 yen (55 euro).

Alla faccia del sofisticatissimo e costostissimo cane robotico Aimo, il cui progetto è stato abbondonato proprio qualche mese fa dalla Sony per la sua eccessiva onerosità.

Yume Neko, invece, è dotato di sensori che gli permettono di muovere cinque parti del corpo, inclusi occhi, orecchie e collo. Oltre ad avere l’aspetto da vero felino, reagisce (dolcemente) alle carezze degli umani, per la gioia di padroni grandi e piccoli. E’ perfetto anche per chi ama i gatti, ma è allergico al loro pelo. Non necessita di scatolette e croccantini né di visite veterinarie: si accontenta di una carica elettrica ogni tanto, e se sta male basta una veloce visita in assistenza, meglio se in garanzia. 

VIDEO: Acrobazie In Punta di Penna…

71° giorno post-Ikea.

A proposito di penne…niente male quello che riescono a combinare questi tipi con delle semplici stilo…


Adesso voglio proprio vedere se in giro c’è qualcuno capace di fare lo stesso anche con le matitine dell’Ikea…eh!eh!

In piazza a Roma con Berlusconi, io non c’ero…

67° giorno post-Ikea.

Ieri per la prima, dopo tanto tempo, mi sono assentato per 24 ore da In Punta di Penna. Spero di non esservi mancato troppo. E a chi, invece, avesse pensato che me ne fossi andato a Roma a urlare insieme al Cavaliere e al popolo del centrodestra “NO al regime Prodi!” vorrei dire che ieri ho avuto un altro genere di impegni. Infatti, avevo ospiti a casa e dovevo fare un po’ di ordine. Non ci credete?!? Allora date un’occhiata a questo video… 

 

La Svezia dice NO alla bionda sexy del caffè Lavazza…

65° giorno post-Ikea.

Niente male la biondona qui accanto, eh?!?

Per la cronaca, questa provocante e sensualissima foto fa parte del calendario Lavazza 2006.

Nella terra dell’Ikea, invece, dove sarebbe dovuta diventare l’immagine principale per una campagna stampa ed affissioni, non è affatto piaciuta!  Al punto di venire censurata perchè considerata un “insulto alle donne”.

A sentenziarlo è stato l’istituto contro la discriminazione sessuale in pubblicità (ebbene sì, esiste un istituto del genere!), che ha ritenuto che l’immagine di una donna vestita in uniforme da pilota, rappresentasse un chiaro esempio di utilizzo del corpo femminile con la sola finalità di carpire l’attenzione del pubblico, senza alcuna relazione con il prodotto pubblicizzato.

Per carità…è vero che per fare il caffè serve l’acqua calda, ma non c’era mica bisogno che la scoprissero gli Svedesi! Pensate solo se anche in Italia le cose funzionassero come in Svezia, sicuramente avremmo il 50% di cartelloni per strada in meno e la pubblicità stampa e Tv sarebbe ridotta di un buon 30%!!!

(Fonte: www.spotanatomy.info)