Archive for the 'Atletica-mente' Category

Andrew Howe: record italiano ai Mondiali di Osaka con un salto d’argento che vale oro!

335° giorno post-Ikea.

Andrew Howe Osaka 2007 long jumpL’hai fatto di nuovo. All’ultimo salto. Quando, ormai, erano forse in pochi a sperarci e tu soltanto a crederci. L’hai fatto di nuovo. Come agli Europei Indoor di Birmingham. Un campione, uno vero, non perde mai la testa. Vuole vincere anche quando gli altri dicono che non sei tu il favorito, anche quando sai che rischi di doverti ingoiare quell’urlo che ti ribolle dentro. E invece…ti fermi un attimo e ascolti solo te stesso e i tuoi occhi che ti dicono esattamente dove devi andare. Lassù, in tribuna, c’è anche il tuo mito che ti guarda, “quel” Carl Lewis di cui qualche oracolo ti ha detto che sarai tu l’erede. Ma tutto il resto non c’è e in questo momento, forse, non conta abbastanza. Ci sei solo tu, quella pedana e quella sabbia che aspetta non la tua ombra, ma l’impronta del tuo volo. La rincorsa è un silenzio scandito soltanto dai tuoi passi. Sempre più sicuri. Sempre più veloci. La battuta, lo stacco e l’aria che attraversi come i centimetri e i metri che svaniscono in un attimo sotto di te. 8 metri e 47 centimetri. Sì, è proprio così. Lo sai che significa. Non sembra vero, eppure adesso ci sei tu davanti a tutti. E allora urlalo Andrew! Strappati di dosso tutta la rabbia e la tensione che ti Andrew Howe Osaka 2007 long jumpscorrevano sotto la pelle! Di anni ne hai appena 22 e hai appena cancellato un record vecchio di venti [8,43 di Giovanni Evangelisti - S.Giovanni Valdarno (1987)]. Ora sei tu l’italiano che ha fatto il salto più lungo di sempre. E’ un sogno anche questo, ma adesso puoi aspettarti qualcosa di ancora più grande e che ha il colore brillantissimo dell’oro. Prima di cantar vittoria, però, devi ancora soffrire un po’ e aspettare gli ultimi salti dei tuoi due avversari. Tocca subito allo statunitense Dwight Philips, ma si mangia tutto sullo stacco. La pedana ora è per il panamense Irving Saladino che ha la faccia spietata di chi proprio non ci sta a perdere. Tantomeno per un centimetro. Chiede il ritmo al pubblico. Ha lo sguardo fisso e deciso. Rincorsa e l’eleganza di un salto che non perdona: 8,57 m, titolo mondiale e record continentale. Scuoti la testa e sorridi pure Andrew…sei il primo a fargli un applauso. Va bene così. Questa tua medaglia d’argento vale tante altre cose. E pensa già che tra di voi la prossima sfida sarà a cinque cerchi e, ancora una volta, porterà il nome di un solo grande campione.


[Osaka 2007] Long jump men: Howe (8,47) vs Saladino (8,57)
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Coppa del mondo rugby: a Parigi baci alla francese tra uomini

299° giorno post-Ikea.

Coppa del Mondo di rugby - Parigi 2007E’ uno sport che ha finalmente ritrovato l’attenzione e la popolarità che merita. Uno sport dalle nobili radici che affondano nel lontano 1823 con la leggendaria corsa di quel giovane studente inglese chiamato Webb Ellis che, durante una partita di calcio [quando ancora tante regole non c'erano e il mondo poteva risparmiarsi l'emicranica comprensione del concetto di "fuorigioco"], afferrò il pallone con le mani e, invece calciarlo, partì a sorpresa con la palla in mano verso l’opposta linea di fondo fino a depositarla nell’area di porta della squadra avversaria. Era l’inizio, tra cronaca e romanzo, del RUGBY che, non a caso, prende il nome proprio dall’omonimo college della cittadina britannica in cui Ellis compì la sua piccola grande impresa.

E proprio a lui è intitolata la Coppa del Mondo di Rugby che mette in palio, appunto, il doratissimo “William Webb Ellis Trophy”, trofeo che resterà per sempre nella bacheca della squadra che riuscirà ad aggiudicarselo per tre volte. Sport di contatto per eccellenza e, per questo da alcuni considerato “violento a prescindere”, fino a questo momento la Coppa del Mondo è stata un affare del Nuovissimo Continente con Australia (vincitrice nel 1991 e nel 1999) e Nuova Zelanda (1987) a farla da padrone e alle quali finora hanno dato del filo da torcere solo Sud Africa (1995) e Inghilterra (2003).

Coppa del Mondo di rugby - Parigi 2007

La prossima edizione si terrà, a settembre del 2007, in Francia, a Parigi. E a giudicare da come viene promosso l’evento dal Comitato Regionale del Turismo di Parigi è evidente quanto questo sport, tra provocazione e irriverenza, si sia voluto adeguare, a modo suo, ai tempi della polemica infinita sui DICO che non dicono niente e della gloria in Cielo e PACS in terra…anche se questa bizzarra trovata pubblicitaria di un appassionato bacio alla francese di massa tra i giocatori, appesa su tutti i billboards e i video screen di Londra, più che un colpo basso ad una delle icone per eccellenza della virilità mondiale è, forse, opera di qualche creativo a caccia di frastuono che, giocando sull’ambiguità e il senso comune, ha così voluto un po’ stuzzicare gli spigoli dello spirito british e non solo quelli…e allora, come dice l’annuncio, “Godetevi il rugby nella capitale dell’amore.” [Enjoy rugby in the capital of love.] perchè non è vero che questo è soltanto uno sport da duri e da maschiacci, anzi…per pensarci.

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John Mark Nalocca, un italiano senza ostacoli…

290° giorno post-Ikea.

Mark Nalocca Campione Italiano [110 hs]Esistono le vite per caso e i casi della vita. C’è chi ce la mette tutta e non ottiene nulla e chi non ci mette niente e gli viene regalato tutto. Ci sono le regole e le eccezioni. Così non è giusto, però! Si può essere dei campioni sugli ostacoli e, poi, andare ad incocciare contro un ostacolo che è una montagna di scartoffie chiamata “burocrazia”? Questa è la storia di John Mark Nalocca, 20 anni, nato in Uganda, ma da tanti anni, ormai vive in Italia, nelle Marche, a Centobuchi, una cittadina della provincia di Ascoli Piceno. Mark, che gareggia per la Collection Atletica Sambenedettese, è un ostacolista puro, a suo agio sia sulle barriere alte dei 110 hs che su quelle basse dei 400 hs. E’ una delle giovani promesse dell’atletica leggera del nostro Paese, ma purtroppo la Nazionale Italiana Juniores non potrà contare sul suo talento ai prossimi Campionati Europei under 21 che inizieranno in Olanda ad Hengelo giovedì 19 luglio. La colpa [se così si può definire] è tutta di una norma della Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) in base a cui un atleta che abbia acquisito una nuova nazionalità, non potrà rappresentare la sua nuova Nazione in una competizione internazionale prima che siano passati 3 anni dall’acquisizione della nuova cittadinanza. Mark, che 2 anni fa aveva preso parte ai Mondiali Allievi (under 18) con la maglia della sua terra natale, è diventato ufficialmente cittadino italiano soltanto l’anno scorso e quest’anno ha subito festeggiato laMark Nalocca in azione [110 hs] sua italianità con il titolo tricolore e il record italiano juniores [14.03] dei 110 hs. Era il ragazzo più felice del mondo. Il suo orgoglio e la sua gioia gli esplodevano dentro e gli si leggevano in faccia. Oggi di sicuro il suo sguardo non è lo stesso di quel giorno in cui era davvero l’italiano più italiano di tutti. Oggi nei suoi occhi affondano i colori della rabbia e di una comprensibile delusione. C’è da dire che la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) ha fatto e sta facendo l’impossibile per trovare una soluzione, confidando in una deroga che è pur prevista dal regolamento internazionale, in cui questa norma [apparentemente così ingiusta] segue la logica di arginare il vergognoso fenomeno dei continui cambi di nazionalità di certi atleti stranieri, ingaggiati, di volta in volta, come mercenari al fronte da questo o da quel Paese. Non è, però, questo il caso di Mark. E’ vero per lui ci saranno di sicuro altre occasioni, ma è un vero peccato che il suo sogno non possa diventare azzurro fin d’ora. Mancano meno di 48 ore. Praticamente un attimo, in cui, però, qualcuno è ancora in tempo per fare qualcosa: la cosa giusta.

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Di Martino e Rosa: azzurre record per volare in alto!

271° giorno post-Ikea.

Coppa Europa First League (Milano) - La nazionale italianaChe giornata domenica 24 giugno, ragazzi! E, alla mitica Arena Civica di Milano, per godersi lo spettacolo non serviva essere esperti di atletica leggera. Bastava semplicemente essere italiani per provare quell’emozione senza paragoni di sentirsene [almeno stavolta] assolutamente fieri! Verde, bianco, rosso e azzurro. Come la bandiera che i nostri campioni, in quel torrido week-end che è già storia, hanno sventolato senza tregua e abbracciato, stringendola forte a sè, addosso alla loro maglia azzurra zuppa di sudore e di orgoglio. L’Italia, dopo un paio di stagioni in “purgatorio”, è finalmente di nuovo nella massima serie della Super League continentale. E questo è quello che più conta.

di-martino-record-203-salto-in-alto-milano-coppa-europa.jpgSì, l’atletica leggera, forse, è fondamentalmente uno sport individuale. Ma la Nazionale che si è vista in Coppa Europa gioca in squadra. E vince. Senza più scuse, senza più “ma”. Ed è fatta di personaggi, ma soprattutto di persone. Non solo come il fenomenale Campione Europeo di salto in lungo, Andrew Howe. Insieme a lui c’è una ragazza di Cava de’ Tirreni, alta appena 1,69 m, ma che non soffre certo di vertigini quando vola in alto. A 2,03 m, un centimetro sopra quel suo record italiano dell’8 giugno 2007 a Torino, che, magari, a qualcuno era già sembrato un’impresa irripetibile. Invece, Antonietta Di Martino c’è ancora e salta sempre più su. Ha proprio ragione la voce di 1000 splendide telecronache dell’atletica italiana Franco Bragagna: “Adesso chi la ferma più!!!”

chiara-rosa-1915-record-peso-coppa-europa-milano.jpgUn’esplosione. Non ci sono altre parole per descrivere il lunghissimo lancio di Chiara Rosa e [soprattutto] tutto quello che è successo dopo! Gira, gira, gira e, poi, VIA!!! Sì, quasi non atterrava più quella palla di ferro di 4 Kg. Ma, poi, la misura è di quelle ce non si dimenticano, anche perchè vanno scritte in grassetto in cima alla pagina dei guinnes del grande libro dei dell’atletica “made in Italy”. 19 metri e 15 centimetri: nuovo primato italiano assoluto femminile di getto del peso. Undici centimetri più in là del 19,04 m di un’altra grandissima di questa specialità, la Campionessa Europea Indoor di Birmingham 2007, Assunta Legnante. E se non è questa felicità…

E che dire di Andrea Bettinelli, a 2,30 m nell’alto, della vittoria della martellista Clarissa Claretti e della generosissima Daniela Reina che, tra 200 m, 400 m e staffetta 4×400, è scesa in pista addirittura tre volte?!?! Senza dimenticare nemmeno Elena Romagnolo. Anche la sua corsa sui 3000 siepi, le è valsa, infatti, un altro record tricolore, 9:41.11 [il precedente limite era già suo con 9:52.38], e il minimo di partecipazione per l’appuntamento dell’anno: i Mondiali di Osaka. Evento che per tutti gli azzurri sarà una tappa obbligata prima delle Olimpiadi di Pechino 2008 e in cui dovranno saper dimostrare il carattere e la grinta che possiedono soltanto coloro hanno il coraggio di crederci. Fino in fondo.

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Andrew Howe fa lo spot tv per Nike+

257° giorno post-Ikea.

Andrew Howe Birmingham 2007E’ sempre lui. Lui che era già un grande quando solo la sua carta d’indentità lo faceva sembrare “piccolo”. Salta che ti salta, vinci che ti vinci, alla fine era ora che anche il nostro super Andrew Howe facesse un bel balzo nello scintillante mondo dell’advertising internazionale. E pensare che, proprio in fatto di scarpe, a chi lo intervistava dopo il suo titolo europeo di Birmingham 2007, aveva raccontato quest’incredibile retroscena:

“In qualificazione ho saltato con le scarpe di Goteborg. Ma si sono rotte, la zip è andata, e non ne avevo un paio di ricambio. Allora sono andato in giro per Birmingham per trovarle. Mi hanno portato fino ad un grande magazzino a più di mezz’ora di macchina fuori città. Del mio numero, c’era solo l’ultimo paio…”

Poi, però, lo sappiamo tutti come è andata a finire…comunque, se non avete la memoria lunga come i salti del nostro azzurro, rinfrescatevela pure dando un’occhiata QUI. Oggi è un altro giorno per lui che, già da qualche settimana, è in onda in tutta Europa come testimonial [insieme alla maratoneta Paula Radcliffe e alla ballerina Sofia Boutella] della nuova campagna Nike+, il sistema wireless grazie al quale le scarpe Nike possono dialogare con l’iPod nano di Apple

Insomma, sport [cioè atletica] e musica, ovvero le due grandi passioni del nostro Campione di salto in lungo che in questo spot video [realizzato da Wieden+Kennedy Amsterdam] ha come colonna sonora proprio una canzone del band hard-rock, i Craving, in cui lui suona la batteria…
    

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Antonietta Di Martino, un record e un sogno: 2,02 !

252° giorno post-Ikea.

Antonietta Di Martino record italiano salto in alto 2,02 Torino 200729 anni per fare 1 centimetro. Eppure è una grande impresa. E ad esserne la stella è una ragazza nata [guarda un po' che coincidenza], il 1° giugno del 1978. Esattamente due mesi prima che un’altra grande, il 4 agosto, volasse più in alto di tutte. Solo con le sue gambe. Sopra quell’asticella. Sopra-tutto con il suo cuore. Mai nessuna donna, prima di lei, nella storia dell’atletica leggera, si era spinta tanto in alto, a 2,01 m. Un record, sì. Italiano e del mondo. E una sola campionessa: Sara Simeoni.

Ma non dimentichiamoci di quella ragazza che oggi ha 29 anni ed è diventata grande. Anche lei. Arriva da Cava de’ Tirreni e, a prima vista, in pochi, forse, l’avrebbero mai fatta capace di tanto. Perchè se sei alta 1,69 m e hai avuto la sfortuna di combattere con 1000 infortuni, devi dimostrare molte più cose al resto del mondo. Anche se, dentro di te, sei stata sempre la prima a crederci. E non era un’illusione. Perchè, stasera, Antonietta Di Martino ce l’ha fatta. Ha scavalcato quel muro di 201 centimetri che aveva la sua stessa età e ci ha messo del suo. Due metri e zero due. Un centimetro, appena. Il nuovo primato italiano, appunto. Sara a Brescia e, poi, di nuovo a Praga, il 31 agosto dello stesso anno, vincendo l’oro agli Europei. Antonietta oggi, 8 giugno 2007, a Torino, all’8° Meeting Internazionale “Primo Nebiolo”, dopo i suoi 2 metri indoor [sempre da record tricolore] del 4 febbraio a Banska Bistrica, in Slovacchia. Dopo Antonietta Di Martino - record italiano 2,02 - Torino 2007l’argento agli Euroindoor 2007 di Birmingham. 33 centimetri sopra di lei che, da oggi, diventa ufficialmente l’italiana “più alta” di sempre. E senza stare sulle punte, ma con quella modestia che la rende terribilmente simpatica…

“Era un’occasione e ho provato a coglierla, credendoci fino in fondo. Ho avuto ragione, e non posso che ringraziare Dio per l’aiuto che mi ha dato. Ho saltato bene, mi sono piaciuta davvero: bella velocità, buono stacco, bene sull’asticella, insomma tutto davvero a posto. Sara Simeoni? Lei ha vinto tanto, io oggi posso solo dire di essere davanti a lei nelle misure, ma è ancora tanto avanti a me per ciò che ha saputo fare nelle grandi manifestazioni internazionali”.
Grazie SARA! Grande ANTONIETTA!

E questo è il video della spettacolare impresa di “Miss 2.02″ Antonietta Di Martino…

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Nazionale italiana campione del mondo: quella di ginnastica ritmica è meglio!

241° giorno post-Ikea.

Il sindaco di Ancona, la Nazionale e…IO!!! Tesoro, per favore non ti arrabbiare! Posso spiegarti tutto. Te lo giuro: questo week-end ero veramente al lavoro e non QUI. Che ci posso fare, però, se stavolta al Palaindoor di Ancona, invece che per l’atletica leggera [spero che magari un giorno qualcuno finalmente mi spieghi quale sia quella pesante...], ho dovuto fare lo speaker al Campionato Nazionale di ginnastica ritmica (serie C1 e C2). Confesso che, all’inizio, data la mia non sfavillante dimestichezza [per non chiamarla quasi completa ignoranza...] con il variegato mondo del corpo libero e di quegli attrezzi chiamati clavette, palla, nastro, cerchio e fune, non è che fossi tanto sicuro di poterne “tenere il ritmo”. Poi, invece, grazie Palaindoor di Ancona: Campionato Nazionale di ginnastica ritmica serie C1 e C2 [26-27 maggio 2007]alla mitica Paola Porfiri, super manager dell’Aurora Fano, e al suo simpaticissimo staff sono diventato subito un “esperto” ed ho così potuto dare libero sfogo alle corde vocali per annunciare i vari esercizi [più di 270!] e le ginnaste [200 adorabili e soprattutto "snodabili" bambine in arrivo da ogni angolo d'Italia] all’opera sulla pedana della C2. Una gran bella festa, resa ancor più spettacolare dalle fantastiche esibizioni delle splendide azzurre della Nazionale Assoluta [cioè quella Campione del Mondo nel 2005 e medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene del 2004!]…e guardate un po’ che cosa sono capaci di fare queste ragazze con tre cerchi e due clavette…

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Vietato giocare a calcio [mistero svelato]

229° giorno post-Ikea.

VIETATO GIOCARE A CALCIO!Vista la grande curiosità suscitata qualche giorno fa da questo post, oggi è venuto finalmente il momento di dare le dovute spiegazioni su quel fantomatico cartello. Cominciamo dal DOVE. Beh, il posto in cui si trova è esattemente questo! Il PERCHE’ non farete certo troppa fatica ad immaginarvelo…trattandosi, infatti, di un luogo di massimo rispetto, il chiassoso frastuono di una qualsiasi sfida calcistica potrebbe senz’altro infrangerne la sacralità. Gli amici della Città della Fisarmonica mi consentano, però, un’innocua perplessità in merito: perchè a calcio no e, magari, a pallavolo o basket sì? Non si tratta, forse, di giochi che rischiano ugualmente di rompere un po’ le palle? Nell’attesa di una qualche risposta, ho saputo che un gruppo di ragazzi di passaggio da quelle parti, una volta appreso di questo divieto e non riuscendo più a resistere alla sete e alla voglia di una bella partita a pallone, ha optato di corsa per un’altra inedita location…

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Vietato giocare a calcio!

221° giorno post-Ikea.

VIETATO GIOCARE A CALCIO!Di sicuro, avrete capito che quando si parla di SPORT, le mie preferenze sono ben altre…ma oggi, trascinato dalla mia solita mania per i cartelli stradali, non ho potuto resistere alla tentazione di fare una foto a questo curioso esemplare in cui mi sono imbattuto per caso, mentre ero in giro con LEI…vi giuro che è tutto vero…e la cosa più incredibile è che si trova in una città d’Italia, ovvero nel Paese dove il calcio è [in tutti sensi] qualcosa di SACRO!!! Mica ho capito, però, se questo divieto l’abbia fatto mettere qualcuno che ce l’ha in maniera particolare con la FIGC o se sia il gesto di sfida/provocazione di uno dei tanti fenomeni di quegli “sport minori” [mamma mia quanto mi incazz....arrabbio quando sento questa definizione!!!] che, per 1000 ragioni, devono per forza patire ingiusti complessi d’inferiorità di fronte alla “superiore” popolarità del giuoco della sfera e dell’undici contro undici….magari, invece, è solo una misura di sicurezza per proteggere i calciatori dal rischio di certi devastanti tornado! Intanto, pensateci….poi, semmai, ve ne spiegherò meglio il dove, il come e il perchè…eh…eh…

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Il magro che è dentro ognuno di noi…

220° giorno post-Ikea.

scopri il corpo che è nascosto in qualche menandro della tua bilancia!A volte ci vuole così poco per far passare la fame a qualcuno. Per farlo sentire in colpa per una grande abbuffata, infatti, basta magari dirottarne l’attenzione sulla fame più grande e più vera di qualcun’altro come questi bambini. Oppure, farlo divertire on-line per qualche minuto con un giochino da cucina tipo questo, confidando nel suo presunto effetto benefico. Altre volte, invece, la fame non c’è proprio. E tutto sembra drammaticamente diverso da come è veramente. Realtà e percezione, del resto, sono due aspetti che si incontrano e si confrontano spesso quando si parla di forma fisica e di disturbi alimentari.

Mi ha colpito questa campagna pubblicitaria della Companhia Athletica, network brasiliano di palestre e centri benessere, che [naturalmente non per finalità umanitarie...] si propone attraverso questa serie di annunci .

dai una chance al corpo che hai dentro di liberasi di te!Di primo acchito, possono apparire quasi una versione fitness della storia del Doctor Jakyll e Mister Hide…qui, però, il messaggio che passa è che “il bello e il magro” sono in realtà anche dentro “il brutto e il grasso” di coloro che, per pigrizia, cattive abitudini o un’irrefrenabile golosità hanno evidenti e pesanti difficoltà con la bilancia. Ben inteso che, dal mio punto di vista, restano fuori dagli stereotipi di questa sommaria rappresentazione sociale tutti coloro per cui l’obesità è la conseguenza di gravi problematiche di salute. Le stesse alle quali è esposto anche chiunque abbia addosso troppi chili di troppo e che, forse, seguendo il consiglio della C.A., dovrebbe davvero “dare una chance al corpo che ha dentro di liberasi di sè” e “scoprire il corpo che è nascosto in qualche lasciati alle spalle il tuo peso in eccesso!menandro della propria bilancia” per “lasciarsi alle spalle il proprio peso in eccesso!” Tenendo ben presente, però, che la pretesa e l’obbiettivo non possono ragionevolmente essere quelli di diventare degli “Incredibili” così!…ci mancherebbe!

Vero è, però, che sport [...così non vale, però!] e un’alimentazione meno fast-food fin da bambini possono senz’altro essere gli ingredienti giusti per non perdere mai la linea del proprio benessere fisico e mentale. Con la speranza che diventi uno stile di vita e non una sciocca emergenza anti-cellulite da prova costume! Altrimenti, come ammonisce l’associazone tedesca Stiftung Kindergesundheit, i rischi di un’obesità in età infantile non fanno proprio morire dal ridere, anzi…per pensarci…

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